È stata chiusa l’inchiesta riguardante l’attentato alla Sinagoga di Roma, avvenuto il 9 ottobre 1982, che portò alla morte del piccolo Stefano Gaj Taché e al ferimento di 40 fedeli. La Procura di Roma ha annunciato che cinque persone sono attualmente indagate. Le indagini, condotte dalla Digos di Roma e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sono state riattivate grazie a nuove informazioni emerse durante un’inchiesta francese su un altro attentato avvenuto a Parigi nello stesso anno.
Dettagli dell’attacco
Il commando che colpì la Sinagoga di Roma era associato all’organizzazione terroristica di Abu Nidal. I membri del gruppo lanciarono bombe a mano e aprirono il fuoco contro i fedeli che stavano uscendo al termine della funzione religiosa. Dopo l’attacco, i responsabili si dileguarono nelle vie circostanti. In precedenza, l’istruttoria aveva già portato alla condanna all’ergastolo di Osama Abdel Al Zomar, palestinese e latitante in Libia, per concorso nell’attentato.
Identità degli indagati
I cinque indagati sono: Abou Zayed Walid Abdulrahman, attualmente detenuto in Francia per la strage del 2 agosto 1982 a Parigi, Abed Adra Mahmoud Khader, Al Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, Hamada Nizar Tawfiq Mussa e Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman. Tutti sono di origine palestinese e risiedono in Giordania, Cisgiordania e Francia. Si ipotizza che abbiano agito insieme ad altri due membri dell’organizzazione, ora deceduti.