Con l’arrivo della primavera, il mare diventa teatro di un assalto indiscriminato. Questo è un periodo critico per molte specie ittiche, ma anche per i bracconieri, che si attivano per piazzare trappole illegali mentre i pesci si avvicinano alla costa per deporre le uova. Tra le prede più ambite c’è il polpo, una specie molto richiesta sul mercato. Tuttavia, le operazioni di controllo sono incessanti.
Le Fiamme Gialle del comparto aeronavale di Civitavecchia vigilano giorno e notte lungo il litorale laziale, utilizzando un dispositivo di sorveglianza che si estende tra mare e cielo. Durante uno di questi pattugliamenti, un velivolo ha identificato, nella notte, alcune boe sospette, prive di identificazione, a breve distanza dalla costa. La segnalazione è stata immediata.
In pochi minuti, una motovedetta ha raggiunto la zona. Il controllo ha rivelato un lungo filare di circa 500 metri, collegato a ben 80 dispositivi illegali per la cattura dei polpi. Queste trappole silenziose erano pronte a depredare il mare in un momento cruciale per la riproduzione. L’attrezzatura è stata sequestrata e i polpi ancora vivi sono stati liberati, restituiti al loro habitat naturale.
Questo intervento non solo difende l’ambiente, ma tutela anche la salute dei consumatori, poiché il pescato illegale sfugge a qualsiasi controllo sanitario e potrebbe finire sulle tavole. I sofisticati sistemi di rilevamento della Guardia di Finanza si sono rivelati determinanti: gli stessi che, nei giorni scorsi, hanno contribuito a salvare una persona dispersa sul Monte Terminillo, localizzando il segnale del cellulare.
La presenza del reparto aeronavale è costante. Solo nell’ultimo anno, sono state effettuate migliaia di missioni operative, di giorno e di notte, per garantire sicurezza, legalità e protezione dell’ecosistema marino. Proteggere il mare significa proteggere tutti.



