È stato presentato, presso l’Urban Center Metropolitano, il primo Quaderno della città che cambia, intitolato: “La prospettiva dell’urbanistica di genere a Roma. Come orientare lo sviluppo della città verso accessibilità, partecipazione, sicurezza e inclusione”.
Il documento è frutto della collaborazione tra Roma Capitale – Assessorato all’Urbanistica, Human Foundation e Risorse per Roma, con l’obiettivo di affrontare il tema dell’urbanistica di genere come strumento strategico per una città più equa e attenta ai bisogni dei cittadini. Le indicazioni contenute nel Quaderno saranno testate nel quartiere Spinaceto attraverso interventi di urbanistica tattica focalizzati sulla dimensione di genere, in continuità con il Programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti” a Largo Niccolò Cannella.
Una nuova visione per Roma
Con questo primo Quaderno, Roma Capitale si propone di ripensare la propria identità attraverso una prospettiva di genere. Progettare partendo dall’esperienza delle donne significa creare spazi, servizi e mobilità più equi, sicuri e accessibili per l’intera comunità. La Capitale è di fronte a una sfida fondamentale: costruire una città più sostenibile e vicina ai cittadini, in linea con l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030.
Le evidenze raccolte negli ultimi anni, come l’indagine sulla percezione della città Spatium Urbis (promossa da Roma Capitale tramite la Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con Università La Sapienza di Roma) e i dati sulla mobilità di genere (presentati nello studio La Mobilità a Roma di Roma Servizi per la Mobilità), rivelano che donne, anziani, bambini, persone con disabilità, comunità LGBTQ+ e migranti affrontano maggiori difficoltà in termini di sicurezza, mobilità e accesso ai servizi. Questa situazione evidenzia differenze strutturali nei vissuti urbani e una persistente sottorappresentazione delle donne nei processi decisionali e progettuali.
Strumenti per l’integrazione di genere
Il Quaderno è arricchito dai contributi di istituzioni, università, architette e esperti coinvolti in focus group tematici. Esso offre a funzionari e decisori pubblici un insieme di strumenti operativi – casi studio, indicazioni preliminari e domande guida – per integrare la prospettiva di genere in tutte le fasi delle politiche urbane, dalla pianificazione alla valutazione.
Con questa iniziativa, Roma compie un passo significativo verso una strategia sistemica di urbanistica di genere, allineandosi alle migliori pratiche italiane ed europee – da Parigi a Vienna, da Torino a Barcellona – e valorizzando esperienze locali come Spatium Urbis e HER WALKS, un progetto di mappatura partecipativa con prospettiva di genere nel quadrante Ostiense-San Paolo, realizzato grazie alla collaborazione tra VIII Municipio e Sex & The City. Questo approccio mira a rafforzare una visione di città più prossima, sicura e inclusiva.
La presentazione del Quaderno ha rappresentato un’importante occasione di confronto pubblico su come le politiche urbane, la progettazione degli spazi e i processi partecipativi possano contribuire a costruire una Roma più vivibile e accogliente, garantendo pari opportunità di accesso.
Tra i relatori, l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, la Presidente di Human Foundation Giovanna Melandri, insieme ad altri esperti impegnati nella trasformazione urbana e nelle politiche di genere: Marta Rossi (Coordinatrice dell’Area Rigenerazione Urbana di Human Foundation), Enrico Di Giuseppantonio (Presidente Commissione Pari Opportunità di ANCI), Héléne Chartier (Director of Urban Planning and Design – C40), e Michela Cicculli (Presidente Commissione Pari Opportunità Assemblea Capitolina), moderati da Elena Andreoni dell’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale.
L’urbanistica di genere diventa quindi una leva per ripensare spazi, servizi e mobilità, prestando maggiore attenzione ai bisogni delle persone, in particolare delle donne. Riconoscere che una città in cui le donne vivono pienamente è una città migliore per tutti è fondamentale. La riflessione su come rendere Roma più accessibile, inclusiva e sostenibile proseguirà il 22 aprile con la Masterclass di Giovanni Melandri, in programma nuovamente all’Urban Center Metropolitano.
L’urbanistica non è mai neutrale: se una città non è progettata per tutti, finisce per escludere qualcuno. La necessità di maggiore inclusività per tutte le fasce della popolazione, comprese le persone diversamente abili, anziani, bambini e donne, spinge a ripensare la conformazione dello spazio urbano e dei servizi. Il lavoro svolto con Human Foundation si basa sulla volontà di progettare una città più funzionale per le donne e per l’intera comunità, individuando strumenti essenziali come adeguata illuminazione, marciapiedi percorribili con passeggini e trasporti pubblici capillari, che colleghino non solo i centri produttivi, ma anche i servizi essenziali. Non è solo una questione di pari opportunità, ma di giustizia spaziale: trasformare lo spazio pubblico in un luogo di partecipazione e libertà, dove il diritto alla città sia garantito per ogni cittadino, afferma l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia.
“Le città non cambiano da sole la società, ma sono uno dei luoghi in cui si rendono visibili le priorità collettive e le disuguaglianze. Integrare la prospettiva di genere nella pianificazione urbana significa progettare lo spazio pubblico a partire dalla vita quotidiana delle persone: dalla mobilità legata ai tempi di cura alla presenza di servizi accessibili, fino alla qualità degli spazi in cui sostare, incontrarsi e sentirsi al sicuro. Anche i gesti simbolici – come riequilibrare la rappresentazione di donne e uomini nello spazio pubblico – diventano significativi quando fanno parte di una trasformazione più ampia: una città che offre servizi di prossimità, trasporti pensati per gli spostamenti reali e spazi urbani accoglienti e accessibili per tutti. Per questo motivo, con Human Foundation abbiamo messo a disposizione le nostre competenze nello sviluppo locale a impatto per elaborare questo primo Quaderno sull’urbanistica di genere per Roma, in grado di offrire strumenti concreti per integrare questa prospettiva nelle politiche urbane, a partire dalle metodologie della impact economy: processi di coprogettazione con le comunità e strumenti di valutazione dell’impatto che misurano come le scelte urbane influenzano la qualità della vita di romane e romani”, conclude la Presidente di Human Foundation, Giovanna Melandri.