Il costo dell’affitto della Bisteccheria d’Italia, che si avvicina ai duemila euro al mese, si somma ai circa 40 mila euro spesi per l’allestimento del locale. I pubblici ministeri della DDA di Roma stanno conducendo accertamenti sulla società ‘Le 5 Forchette’, che gestisce il ristorante, esaminando la natura di un flusso di denaro considerato sospetto. Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, avrebbero, secondo le indagini, utilizzato proventi derivanti dalle attività illecite del clan camorristico dei Senese, anche durante la fase di avviamento della loro Srl.
Investimenti e allestimento
Nell’atto di costituzione della società, datato 16 dicembre 2024, gli azionisti, tra cui l’ex sottosegretario Andrea Delmastro, hanno investito complessivamente 10 mila euro. I proprietari hanno poi concordato con una cittadina cinese un pagamento di circa 40 mila euro per l’acquisto di arredi, attrezzature e dotazioni tecniche necessarie per allestire il locale di via Tuscolana. Mauro Caroccia, attualmente in carcere con una condanna di quattro anni per reati di mafia, ha parlato di questi investimenti in video promozionali, annunciando la nascita della sua nuova attività: “Avete visto la nuova insegna? Baffo non esiste più”.
Interrogatori e difesa
Gli inquirenti intendono chiarire come Caroccia sia entrato in contatto con Delmastro. Mercoledì, i magistrati interrogheranno i Caroccia in procura, e anche la figlia Miriam sarà ascoltata. Il loro legale, avvocato Fabrizio Gallo, ha dichiarato che gli indagati intendono chiarire la situazione, sostenendo l’estraneità di Delmastro: “Ricostruiremo l’intera vicenda legata alla società e dimostreremo che non vi è alcun collegamento con la criminalità”.
Accertamenti dell’antimafia
Parallelamente, i pubblici ministeri dell’antimafia di Torino stanno esaminando gli eventi precedenti alla costituzione della società, concentrandosi sulle aziende riconducibili ai Caroccia. Al momento, il fascicolo torinese è contro ignoti.