Crescere in un quartiere piuttosto che in un altro può influenzare notevolmente il futuro dei bambini. Questo è quanto emerge dai dati di Save the Children, presentati oggi a Roma durante l’incontro “Periferie: dove cresce il futuro”. Nel quartiere Trieste, dove meno del 2% delle famiglie vive in condizioni di disagio economico, il tasso di abbandono scolastico tra i giovani è del 5,4%, significativamente inferiore alla media comunale del 9,5%. Inoltre, il 17,2% dei giovani in questa zona non studia e non lavora, rispetto alla media cittadina del 20,8%.
Situazione critica nella Magliana
La realtà cambia drasticamente nella zona della Magliana, dove oltre un giovane su quattro (27,9%) abbandona precocemente la scuola e quasi due su cinque (38,7%) non sono né studenti né lavoratori.
Un quadro nazionale allarmante
A livello nazionale, più di un giovane su tre (36,8%) tra i 0 e i 24 anni risiede nelle 14 città metropolitane italiane, che contano circa 4,8 milioni di ragazzi e ragazze, pari al 22,6% della popolazione totale. Nelle città metropolitane, il 9% dei 15-24enni – oltre 190mila giovani – non è iscritto a scuola né è impegnato nel mercato del lavoro, con forti disparità territoriali: a Napoli e Palermo, circa il 14% dei giovani è escluso dal sistema educativo e lavorativo.
“Migliaia di bambini e adolescenti vivono nelle periferie urbane, dove le disuguaglianze socio-economiche, la mancanza di servizi scolastici e l’emergenza abitativa aumentano il rischio di fragilità sociale. Tuttavia, le periferie rappresentano anche luoghi di grandi potenzialità, dove si possono sperimentare soluzioni innovative per rispondere ai bisogni della comunità”, ha affermato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, aprendo i lavori dell’incontro.
Save the Children ha ribadito l’importanza di adottare scelte politiche chiare e di effettuare investimenti mirati per garantire pari opportunità di crescita a tutti i bambini, affinché nessuno venga lasciato indietro.