Protesta in corso

Stand oscurati e canti di protesta a “Più Libri Più Liberi”

Diversi editori manifestano contro il progetto toscano che pubblica opere di estrema destra, esprimendo la loro contrarietà.

Stand oscurati e canti di protesta a “Più Libri Più Liberi”

La controversia che ha caratterizzato questa edizione di Più Libri Più Liberi ha raggiunto il culmine quando un gruppo numeroso di editori, attivisti e cittadini ha intonato il canto partigiano ‘Bella ciao’ davanti allo stand di Passaggio al bosco. In un giorno segnato dall’assenza di Zerocalcare e di Massimo Giannini, molte case editrici hanno scelto di manifestare per mezz’ora contro la presenza di un progetto toscano noto per la pubblicazione di opere di estrema destra.

Allo scoccare delle 15, diversi rivenditori hanno oscurato i loro libri o hanno impedito l’accesso ai loro stand. Alcuni hanno utilizzato lenzuola, altri hanno posizionato borse di tela. Il manifesto ha esposto un ingrandimento di ‘La rivoluzione non russa’. Su alcuni banconi è stato affisso un messaggio: ‘Questo è ciò che è accaduto alla libertà di stampa e di pensiero quando i fascisti e i nazisti hanno messo in pratica la loro libertà di espressione. Vogliamo una Più Libri Più Liberi antifascista’, mentre Editori Laterza ha esposto un cartello con una citazione di Primo Levi.

I manifestanti, poi, si sono riuniti in uno dei corridoi al piano terra della Nuvola, dove diversi di loro hanno preso la parola. Il portavoce di Momo edizioni ha sottolineato: ‘AIE ci deve rispondere; non può continuare a dire che la democrazia è una scatola vuota in cui tutti possono stare comodi. Se questo è il modo di procedere, questa fiera non ha più senso. La cultura non deve essere una scatola vuota. L’AIE deve decidere il da farsi per il prossimo anno’. Dopo un acceso scambio di opinioni con Francesco Giubilei, che ha chiesto chiarimenti sugli editori e i libri su Stalin (la risposta è stata: ‘Di Stalin nessuno fa apologia, del fascismo sì’), la folla si è diretta verso lo stand di Passaggio al Bosco, dove si era radunata una folla di acquirenti e curiosi.

Davanti a Marco Scatarzi, responsabile della casa editrice al centro delle polemiche, e ai suoi collaboratori, i manifestanti hanno cantato ‘Bella ciao’ e gridato ‘Ora e per sempre resistenza’ e ‘Fuori i fascisti dalla fiera’. A quel punto, il pubblico è stato riammesso. Scatarzi si è rivolto alle telecamere dicendo: ‘Rispondiamo col sorriso a ogni contestazione politica’ e rispondendo a chi chiedeva se fossero un movimento politico, ha chiarito: ‘Siamo una casa editrice con autori e collaboratori di esperienze varie e facciamo cultura’. Riguardo al presunto boom di vendite, ha notato: ‘Mi sembra evidente’, mostrando il numero ridotto di copie esposte.

Fabio Del Giudice, direttore di Più Libri Più Liberi, ha dichiarato: ‘Qualunque manifestazione nel rispetto della legalità è ben accolta qui. È chiaro che si è aperto un dibattito su un tema delicato, che solleva domande importanti non solo per noi, ma per tutti coloro che organizzano eventi culturali. Utilizziamo quanto accaduto per aprire un dibattito serio sull’argomento, partendo da un punto fermo condiviso: l’essere antifascisti’.

Intanto, il segretario del PD Lazio ha denunciato un episodio controverso: ‘Una funzionaria di Lazio Innova avrebbe rimosso il libro ‘Io non voto Giorgia’ di Giovanna Musilli dallo stand istituzionale alla fiera. Questo testo è stato contestato solo per il suo titolo critico nei confronti della premier, un fatto inaccettabile che richiede chiarezza immediata’. La Regione ha spiegato di essere ‘impegnata a verificare i fatti’ e ha condannato ‘ogni forma di violazione dell’articolo 21 della Costituzione’, precisando che si sarebbe trattato di ‘un’iniziativa assunta a titolo personale’.