Archiviata una delle vittorie più significative degli ultimi anni, la Lazio è ora chiamata a dimostrare la sua reale crescita. Dopo l’impresa di Parma, conquistata in doppia inferiorità numerica, l’Olimpico diventa il nuovo banco di prova per la squadra di Maurizio Sarri. L’obiettivo è chiaro: vincere contro la Cremonese, una delle sorprese di questo avvio di Serie A, per trasformare l’entusiasmo in punti fondamentali.
Un tabù da sfatare
Tuttavia, pesa un dato significativo: i biancocelesti non riescono a vincere da sei partite contro squadre neopromosse, con quattro pareggi e due sconfitte. Questa striscia negativa, che dura da un anno, non si registrava dal 1988. Spezzare questo tabù non solo rappresenterebbe una svolta, ma consentirebbe anche di ottenere due successi consecutivi in campionato, un evento che manca dalla scorsa stagione.
Solidità difensiva e emergenza infortunati
A sostenere le ambizioni della Lazio c’è una fase difensiva di alto livello: con soli 11 gol subiti, i biancocelesti vantano la seconda miglior difesa della Serie A, dietro solo alla Roma, e la terza in Europa. Questi numeri testimoniano solidità e organizzazione, ma coesistono con una situazione di emergenza sempre più critica.
Sarri deve infatti affrontare numerose assenze: Zaccagni e Basic sono squalificati, Dia e Dele-Bashiru sono impegnati in Coppa d’Africa, mentre Noslin e Romagnoli sono alle prese con la febbre. Pedro è pronto a sostituire Zaccagni, mentre in difesa Provstgaard è in preallerta per affiancare Gila. Cambi obbligati in ogni reparto, ma senza alibi.
Un passo avanti necessario
Il messaggio dell’allenatore è chiaro: dalla vittoria di Parma a quella contro la Cremonese serve un ulteriore passo avanti. Vincere significherebbe rimanere agganciati alla zona Europa, in attesa che il mercato di gennaio – snodo cruciale nel rapporto tra Sarri e la società – colmi le lacune e ravvivi le speranze di una rimonta.