Un pareggio che lascia l’amaro in bocca a entrambe le squadre, visto che, per come si sviluppa, sembra un’opportunità persa soprattutto dalla Fiorentina. I viola non riescono a distaccarsi da Verona e Pisa, mentre la Lazio, all’Olimpico, si mangia le mani. Il 2-2 finale non soddisfa nessuno e rappresenta una partita dai due volti, caratterizzata da emozioni altalenanti e da episodi chiave concentrati nella seconda metà di gara.
Nel primo tempo, il predominio è quasi tutto della Lazio. I biancocelesti controllano il gioco, pressano costantemente e costringono de Gea a una serata di lavoro straordinario. Il portiere della Fiorentina si oppone con grande reattività a conclusioni di Basic e Romagnoli, mentre Isaksen e Gila sfiorano il gol con tiri che fanno tremare la difesa ospite. Sarri deve rinunciare a Basic e decide di non risparmiare Guendouzi, nonostante le voci di mercato che lo accostano al Fenerbahce. Tuttavia, la pressione laziale non si traduce in reti. Con Cancellieri schierato come falso nueve, il colpo decisivo sfugge e si va all’intervallo sullo 0-0, un risultato che sta decisamente stretto ai padroni di casa.
Il secondo tempo cambia subito volto. Vanoli inserisce Kean e la Fiorentina inizia finalmente a farsi vedere, rendendosi pericolosa e impegnando Provedel. Ma non sono i viola a sbloccare il match. Al 52′, la Lazio trova il vantaggio grazie a una bella combinazione tra Vecino e Cataldi, che conclude con precisione e porta avanti i biancocelesti. Il gol sembra legittimare quanto visto fino a quel momento, ma l’equilibrio dura poco. Solo quattro minuti dopo, Gosens tira un sinistro che rimette tutto in discussione e riaccende la gara.
Da quel momento, il match si infiamma. Le occasioni fioccano da entrambe le parti, con Provedel decisivo su Parisi e Gila che va vicino al colpo del sorpasso per la Lazio. La partita resta aperta fino al finale, quando all’87’ si verifica l’episodio che sembra indirizzarla: Gudmundsson si procura un rigore, tra le proteste laziali per un contatto considerato dubbio, e lo trasforma con freddezza. La Fiorentina completa la rimonta e cerca di difendere il vantaggio con cambi più conservativi.
Tuttavia, la Lazio non si arrende e nel recupero trova la forza di reagire. Al 94′, Comuzzo trattiene Zaccagni in area e l’arbitro indica il dischetto. Pedro non sbaglia e fissa il punteggio sul 2-2 finale. Un pareggio che lascia la sensazione di due punti persi per i biancocelesti, che avrebbero meritato qualcosa in più e non riescono a superare il Bologna. La Lazio resta così nona a quota 25 punti, appaiata all’Udinese. Per la Fiorentina, invece, il pari serve a poco: i viola restano terzultimi con 13 punti, insieme al Verona, a due lunghezze dal Genoa e dalla zona salvezza, con la consapevolezza di aver perso un’altra occasione preziosa.