Inchiesta in corso

Crans-Montana: l’autopsia disposta per tutte le vittime dalla Procura di Roma

Le procedure autoptiche avverranno nei prossimi giorni

Crans-Montana: l’autopsia disposta per tutte le vittime dalla Procura di Roma

Inizia a muovere i suoi primi passi l’inchiesta aperta dalla procura di Roma riguardo alla tragedia di Crans-Montana, che coinvolge reati di omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni. I magistrati hanno già disposto l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti, il cui esame verrà effettuato nei prossimi giorni.

Autopsie delle vittime

Le autopsie delle altre vittime sono programmate a breve. I magistrati di piazzale Clodio hanno delegato le procure di Milano, Bologna e Genova, città di residenza dei ragazzi deceduti. I magistrati emiliani hanno ordinato la riesumazione della salma di Giovanni Tamburi, 16 anni, i cui funerali si sono svolti mercoledì. A Milano, invece, si procederà con le autopsie di Chiara Costanzo e Achille Barosi, entrambi 16enni, mentre la procura di Genova stabilirà a breve la data per l’esame autoptico di Emanuele Galeppini, sedicenne campione di golf.

Richiesta di estensione delle imputazioni

L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele, ha dichiarato che la prossima settimana incontrerà il procuratore generale di Sion per richiedere l’estensione delle imputazioni anche al Comune o ai responsabili comunali per omissione di controlli e per modificare i capi d’accusa. “Gestire un locale frequentato da minori, permettere un afflusso di persone doppio rispetto alla capienza consentita, utilizzare candele bengala e non garantire uscite di sicurezza significa accettare il rischio di un disastro. Questo – afferma – è dolo eventuale”. Secondo l’avvocato, non si tratta di un reato colposo, ma doloso, configurabile come omicidio volontario, con pene significativamente differenti. “Il primo responsabile è il titolare del locale, ma anche le autorità che non hanno effettuato controlli”.

Al procuratore si rivolgeranno anche le altre famiglie dei ragazzi morti o feriti, che stanno cercando di coordinarsi per avere un unico avvocato in Svizzera che li rappresenti. “Vogliamo verità e giustizia per i nostri figli”.