Sit-in a Roma

Pietro Orlandi ricorda Emanuela: “I media distolgono l’attenzione dalla verità”

"Le indagini sulla pista familiare sono ferme da tempo"

Pietro Orlandi ricorda Emanuela: “I media distolgono l’attenzione dalla verità”

Durante il sit-in tenutosi a piazza Risorgimento, a Roma, Pietro Orlandi ha dichiarato: “La procura non sta indagando sulla pista parentale da parecchio tempo”. Questo evento si è svolto nel mese in cui sua sorella, Emanuela, scomparve il 22 giugno 1983. Orlandi ha aggiunto che a livello mediatico c’è una volontà di distogliere l’attenzione e creare confusione, evidenziando come tale situazione possa derivare “dall’inchiesta vaticana”.

Pista di Londra e indizi cruciali

Orlandi ha sottolineato che la pista di Londra è spesso ignorata, ma che sono presenti numerosi indizi significativi. “Sono convinto al cento per cento che l’Inghilterra abbia avuto un ruolo in questa storia”, ha affermato. Ha anche precisato: “Non dico perché Emanuela sia stata portata lì, ma l’Inghilterra ha avuto un ruolo”.

Il caso di Laura Casagrande

Nel suo intervento, Pietro Orlandi ha affrontato anche il caso di Laura Casagrande, compagna di scuola di musica di Emanuela. “Se la procura l’ha indagata, evidentemente ha i suoi buoni motivi. Non credo che questa ragazza all’epoca potesse essere complice di chi ha rapito Emanuela. Tuttavia, cercavano qualcuno che potesse, anche involontariamente, fungere da gancio per portare mia sorella da qualcuno”.

Ai piedi del gazebo allestito per proteggere i partecipanti dalla pioggia, si trovavano due striscioni. Il primo, di colore rosso, presentava una foto e il nome di Emanuela Orlandi. Il secondo, già esposto in altre occasioni, mostrava i volti dei Papi Francesco, Benedetto XVI e, al centro, Giovanni Paolo II. “Il silenzio li ha resi complici”, recitava il messaggio. Inoltre, si leggeva: “Verità e giustizia per Emanuela Orlandi”, una frase ripetuta anche sui cartelli indossati da alcuni partecipanti al sit-in.