Nuove informazioni potrebbero emergere dalla scatola nera presente nell’auto di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio di Anguillara. Questo dispositivo potrebbe fornire chiarimenti sulle circostanze avvenute durante le prime ore del 9 gennaio, quando Carlomagno ha ucciso Federica Torzullo con 23 coltellate. L’indagine della Procura di Civitavecchia continua con attività istruttorie ampliate, affidate ai carabinieri del nucleo Investigativo di Ostia e agli specialisti del Ris. Nel frattempo, l’autopsia sui corpi dei genitori dell’indagato ha confermato che entrambi si sono suicidati impiccandosi.
Gli investigatori si recheranno nuovamente nella villetta in cui si è consumato il drammatico omicidio, effettuando un sopralluogo dopo la confessione di Carlomagno davanti al gip. Durante questa attività, saranno condotti accertamenti irripetibili negli appartamenti, estendendosi anche all’auto e all’azienda di Carlomagno. Un focus particolare sarà sulla scatola nera dell’autovettura, che fornisce dati sui percorsi e sulle soste effettuate, per ottenere risposte sugli spostamenti dell’indagato nelle ore successive all’omicidio.
Un altro obiettivo degli inquirenti è rintracciare l’arma del delitto, un coltello bilama utilizzato da Carlomagno durante l’aggressione, durata circa 45 minuti. Secondo la sua testimonianza, l’attacco è iniziato in uno dei bagni della villetta, e successivamente avrebbe gettato il coltello in un corso d’acqua vicino a via Braccianense. Le ricerche finora non hanno avuto esito, e gli investigatori sperano di trovarlo durante i nuovi sopralluoghi.
Il suicidio dei genitori
Parallelamente, si prosegue con le indagini sulla morte dei genitori di Carlomagno. L’esame autoptico ha confermato l’asfissia da impiccagione come causa del decesso. Maria e Pasquale Carlomagno si sono tolti la vita nel tardo pomeriggio di sabato, e la Procura ha avviato un fascicolo per istigazione al suicidio. I carabinieri hanno sequestrato la loro casa, acquisendo materiale che è attualmente in fase di analisi. Nella lettera lasciata al figlio minore Davide, i genitori hanno menzionato la ‘gogna’ sociale subita dopo il femminicidio, con messaggi di minaccia e allusioni al loro possibile coinvolgimento nell’omicidio. Gli inquirenti stanno valutando di avviare verifiche per identificare gli autori di tali attacchi.