Numeri allarmanti

Violenza sulle donne: l’assessora Lucarelli evidenzia ‘una realtà invisibile’

Il recente Rendiconto di genere dell’Inps ha scosso le istituzioni, rivelando un dato drammatico.

Violenza sulle donne: l’assessora Lucarelli evidenzia ‘una realtà invisibile’

I dati, per quanto allarmanti, raccontano solo una parte della realtà. Il recente Rendiconto di genere dell’Inps ha sollevato un campanello d’allarme, evidenziando un dato sconvolgente: 59 donne uccise da partner o ex partner in un solo anno. Tuttavia, per Monica Lucarelli, assessora alle Pari Opportunità di Roma Capitale, queste cifre rappresentano solo la “punta dell’iceberg”.

La violenza invisibile

Secondo l’assessora, l’attenzione non deve limitarsi alla conta delle vittime, ma deve concentrarsi su ciò che precede l’atto estremo. La violenza che non trova spazio nei verbali di polizia è spesso la più pervasiva.

  • Violenza psicologica: Un controllo costante che annienta l’autostima.

  • Abuso economico: La privazione dell’autonomia finanziaria come strumento di ricatto.

  • Isolamento: La separazione della donna dai propri affetti e dalla rete sociale.

“Sotto la superficie esiste una realtà molto più vasta che non entra nelle statistiche, ma che segna la vita di migliaia di donne. Il femminicidio non è l’inizio della violenza, è l’ultimo atto di un processo che dura anni.”

Radici culturali profonde

L’intervento di Lucarelli mette in luce la normalizzazione del controllo. Il femminicidio, spiega, non è mai un “raptus” improvviso, ma il risultato di un sistema che giustifica la gelosia possessiva e il dominio maschile.

Se la società continuerà a colpevolizzare le vittime o a interpretare il controllo come una forma d’amore, il numero delle vittime non potrà che rimanere tragicamente elevato. È un sistema di disuguaglianza strutturale che deve essere smantellato, partendo da educazione e linguaggio.

Oltre il cordoglio: azioni necessarie

L’appello conclusivo dell’assessora è un richiamo alla responsabilità collettiva e politica. Non è più tempo per messaggi di solidarietà o cordoglio postumo. Per definire l’Italia un Paese davvero “civile”, Lucarelli indica tre pilastri fondamentali:

  1. Investimenti strutturali: Risorse certe e durature per centri antiviolenza e case rifugio.

  2. Protezione immediata: Garantire sicurezza a chi trova il coraggio di denunciare, evitando che la denuncia diventi un ulteriore fattore di rischio.

  3. Responsabilità collettiva: Un impegno che coinvolga ogni cittadino nel non voltarsi dall’altra parte.

“In Italia, oggi, essere donna significa ancora rischiare la vita dentro una relazione. E questo è semplicemente inaccettabile”, conclude l’assessora, sottolineando l’urgenza di una svolta culturale.