Sciopero nel settore

Due giorni di sciopero nazionale per i giornalisti

"Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione"

Due giorni di sciopero nazionale per i giornalisti

Una nuova mobilitazione scuote il mondo dell’informazione: la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) ha indetto un programma di scioperi e manifestazioni per richiedere il rinnovo del contratto giornalistico, scaduto da dieci anni.

Di seguito i punti salienti della protesta e il calendario delle iniziative:

Calendario della Protesta

Il sindacato ha individuato tre momenti chiave per portare le istanze dei lavoratori in piazza e nelle redazioni:

  • 27 Marzo 2026: Prima giornata di sciopero unitario nazionale.

  • 1 Aprile 2026: Manifestazione nazionale a Torino. Questa data e luogo sono simbolici, segnando il decennale della scadenza dell’ultimo contratto e ponendo l’accento sulla crisi del Gruppo Gedi (La Stampa, Repubblica).

  • 16 Aprile 2026: Seconda giornata di sciopero (data soggetta a modifiche per garantire la partecipazione dei giornalisti RAI).


Le Ragioni dello Scontro con la FIEG

La frattura tra il sindacato dei giornalisti e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) si fonda su tre punti critici:

1. Lo stallo contrattuale

La vertenza prosegue da due anni senza soluzioni condivise. La FNSI accusa gli editori di fornire “risposte algebriche e miopi” che non considerano la svalutazione del lavoro intellettuale.

2. L’impatto dell’Intelligenza Artificiale

Il sindacato esprime forte preoccupazione per il rischio che l’informazione diventi un “terreno incolto” per l’IA. La lotta è diretta a proteggere la qualità dei contenuti umani contro lo sfruttamento tecnologico e la precarizzazione.

3. La crisi dei grandi gruppi (Caso Gedi)

Al centro dell’attenzione c’è la gestione dell’editore Elkann. La FNSI denuncia “svendite” più che cessioni delle testate storiche, evidenziando un paradosso: una società che consuma sempre più informazione mentre gli editori “bruciano” chi la produce.

“Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione.” — Nota FNSI