Un impianto di distribuzione di carburanti ad Anzio è stato chiuso a causa della vendita di gasolio con un punto di infiammabilità più basso del consentito. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in collaborazione con funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno effettuato un controllo che ha portato al sequestro di 3.500 litri di prodotto.
Le ispezioni, condotte dalla Compagnia di Nettuno con il supporto dei chimici del Laboratorio Mobile dell’Agenzia, hanno rivelato che il carburante presentava un punto di infiammabilità inferiore a 55 gradi, soglia minima stabilita dalla normativa vigente.
Questo valore ridotto implica che il gasolio può sviluppare vapori infiammabili a temperature più basse di quelle previste, aumentando il rischio di accensione in presenza di fonti di innesco, specialmente durante le elevate temperature estive.
Le analisi hanno inoltre mostrato la presenza di sostanze alteranti nel gasolio, modificandone le caratteristiche originali. La Procura della Repubblica di Velletri ha disposto il sequestro della cisterna contenente il carburante e delle colonnine di erogazione, misura successivamente convalidata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale locale. Questo intervento ha permesso di bloccare 3.412,63 litri di prodotto, impedendone la distribuzione.
Il titolare dell’impianto è stato denunciato per frode in commercio e contrabbando, oltre a ricevere 20 contestazioni relative a irregolarità nella gestione contabile e documentale, nonché il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione e registrazione della movimentazione dei prodotti energetici.