Le crepe tra Maurizio Sarri e la Lazio si stanno trasformando in fenditure sempre più ampie. La distanza tra l’allenatore e il club cresce ogni giorno, alimentata dalle polemiche sulle decisioni arbitrali emerse dopo la sconfitta con l’Inter, e da un mercato che non ha preso il volo, lasciando prospettive confuse.
Il caso arbitri e il comunicato del club
Il tema del giorno è diventato un vero e proprio detonatore. Dopo il 2-0 subito contro l’Inter, Sarri ha espresso il suo disappunto senza mezzi termini:
«Premetto che avremmo perso comunque, ma certe decisioni di Manganiello non le ho capite. Il livello degli arbitri italiani è davvero basso. Forse è il momento di noleggiare fischietti stranieri», ha dichiarato il tecnico, innescando una reazione immediata all’interno del club.
Le sue parole hanno costretto la società biancoceleste a prendere le distanze attraverso un comunicato ufficiale:
«Le considerazioni del tecnico vanno lette nel contesto post-partita, ma la Lazio tiene a sottolineare che il lavoro dell’arbitro non ha influito sul risultato e che la crescita dei giovani direttori di gara va sostenuta con equilibrio».
Questa presa di posizione, quasi inedita nei rapporti tra club e allenatore, ha delineato un confine chiaro: da un lato Sarri, sempre più insofferente, dall’altro la dirigenza che cerca di ristabilire l’ordine.
Il vero nodo: il mercato
Dietro le polemiche arbitrali si nasconde però il vero problema: il mercato non attuato.
Quando Sarri ha accettato di tornare sulla panchina della Lazio, era consapevole di non ritrovare la stessa squadra del 2024, ma non si aspettava un blocco totale degli acquisti.
Il tecnico ha cercato di adattarsi, sperando in un intervento a gennaio. Tuttavia, al momento, non ci sono segnali che la società intenda operare in quella direzione: la commissione FIGC, che dovrà esaminare la questione, è attesa solo tra fine novembre e inizio dicembre.
Le sue dichiarazioni, sempre più amare, confermano questa situazione:
«Faremo mercato a gennaio? Non lo so, chiedete alla società».
Una frecciata che ha irritato ulteriormente Lotito e i dirigenti, ma che riflette la realtà attuale.
Ultimatum soft
Con il passare delle settimane, Sarri ha iniziato a parlare del futuro con cautela e rassegnazione:
«Accetterò tutto fino a giugno, perché l’ho promesso ai giocatori e ai tifosi. Poi si vedrà».
Questo messaggio suona come un ultimatum silenzioso. L’allenatore non intende lasciare prima della fine della stagione, ma richiede chiarezza e garanzie per il futuro.
Prospettive incerte
Alla Lazio, il clima è di un equilibrio fragile.
I rapporti tra la panchina e la dirigenza sono ai minimi storici, mentre sul campo i risultati non riescono a nascondere il malessere. Il club cerca di mantenere un profilo istituzionale, ma il rischio di un nuovo caso esplosivo è sempre presente.
Attualmente, Sarri e la Lazio sono uniti solo da un contratto e dall’impegno reciproco fino a giugno.
Come ha ammesso lo stesso tecnico, «si vedrà» in futuro. Ma a Formello, ormai, nessuno scommetterebbe su un proseguimento della collaborazione.