Il progetto

“Il rispetto è la prima cura”: la campagna del Bambino Gesù

I piccoli pazienti ricordano agli adulti l'importanza del rispetto

“Il rispetto è la prima cura”: la campagna del Bambino Gesù

Aurora e Alessandro, rispettivamente di 11 e 10 anni, sono i volti della campagna “Il rispetto è la prima cura” promossa dall’Ospedale Bambino Gesù. L’iniziativa coincide con la giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Negli ultimi cinque anni, le aggressioni, sia verbali che fisiche, subite dal personale del Bambino Gesù sono raddoppiate, passando da 28 nel 2021 a 64 nel 2025. A livello nazionale, nel 2024, sono stati registrati circa 18.000 episodi.

Questi dati evidenziano una tendenza preoccupante che coinvolge l’intero sistema sanitario. Con il messaggio della campagna, il Bambino Gesù sottolinea che prendersi cura dei bambini implica anche la tutela delle relazioni e degli ambienti in cui avviene la cura. Il rispetto, infatti, rappresenta il primo passo per ogni percorso di guarigione.

Obiettivi della campagna

La campagna “Il rispetto è la prima cura” mira a promuovere comportamenti consapevoli nei confronti di chi lavora in ospedale e degli spazi condivisi, a beneficio del benessere di pazienti, famiglie e personale. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari si impegnano quotidianamente per garantire le migliori cure ai bambini. Tuttavia, episodi di aggressività, anche verbali, minacciano la serenità di chi presta assistenza e, di conseguenza, la qualità del servizio. Anche la scarsa attenzione agli spazi comuni può compromettere la vivibilità degli ambienti ospedalieri. Affrontare queste tematiche significa rafforzare la collaborazione tra famiglie e operatori sanitari, uniti nello stesso obiettivo: la salute dei bambini.

La giornata nazionale contro la violenza

Il cuore della campagna, che prenderà avvio giovedì 12 marzo in occasione della giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza, si basa su un ribaltamento simbolico dei ruoli: sono i bambini a insegnare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti divulgati all’interno dell’ospedale e sui canali social, Alessandro e Aurora, vestiti da infermiere e dottoressa, spiegano con semplicità e ironia quanto siano fondamentali comportamenti corretti per chi lavora in ospedale e per i pazienti in cura.

 

La campagna è accompagnata da un vademecum con sette semplici indicazioni, rivolte in particolare al Pronto Soccorso, ma applicabili in tutto l’ospedale:

1. Per favore, aspetta con pazienza. In pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza.

2. Non alzare la voce in pronto soccorso. Spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro.

3. Affidati al personale sanitario. In pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione.

4. Non sei solo in ospedale. Rispetta chi ti sta accanto.

5. Ricorda che l’ospedale è uno spazio condiviso. Rispetta le sue regole e aspetta con pazienza.

6. Un piccolo gesto può fare la differenza. Mantieni pulito l’ospedale.

7. Collaboriamo per tenere puliti gli spazi. Rispetta questi ambienti.

Queste indicazioni, semplici e pratiche, enfatizzano la necessità di una collaborazione attiva: il percorso di cura inizia al momento dell’arrivo in ospedale. Questa è la “prima cura”. Promuovere il rispetto significa anche rafforzare la cooperazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, fondamentale per garantire cure di qualità. Ridurre gli episodi di aggressività, valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi primari dell’iniziativa, mirata al miglioramento dell’esperienza ospedaliera.

Accoglienza e ascolto

Presso il Bambino Gesù, l’impegno per garantire una qualità dell’esperienza ospedaliera si traduce in un forte focus sull’accoglienza e sull’ascolto delle famiglie. Ogni anno, l’ospedale offre supporto abitativo gratuito a quasi 4.500 famiglie provenienti da altre regioni o dall’estero, e migliaia di bambini ricoverati possono proseguire il loro percorso scolastico grazie alla Scuola in Ospedale.

Inoltre, sono attivi vari strumenti di ascolto e segnalazione – dal questionario di soddisfazione al servizio “Speak-up”, fino ai canali dedicati per reclami e suggerimenti – che consentono a genitori e caregiver di esprimere osservazioni, necessità e proposte di miglioramento.

Questo dialogo costante rafforza l’alleanza tra famiglie e professionisti sanitari, contribuendo a rendere l’ospedale un luogo di cura sempre più attento, rispettoso e accogliente per tutti, in particolare per i piccoli pazienti.