Fondazione Madre di Lauro

Achille Lauro presenta la “Fondazione Madre” per i giovani in difficoltà

La casa d'accoglienza aprirà a Zagarolo: "Parlerò di questo progetto a Sanremo"

Achille Lauro presenta la “Fondazione Madre” per i giovani in difficoltà

Venticinque anni fa, Achille Lauro condivideva i pasti con le ragazze salvate dalla strada grazie all’impegno di sua madre e di don Giovanni Carpentieri. Oggi, emozionato, il cantautore annuncia la creazione della Fondazione Madre, realizzata insieme ad Andrea Marchiori, con l’intento di affrontare le fragilità giovanili in modo concreto.

La Casa Ragazzi Madre

Il primo risultato di questa iniziativa è la Casa Ragazzi Madre, che sorgerà a Zagarolo, alle porte di Roma. Questa struttura di accoglienza accoglierà giovani tra gli 11 e i 21 anni che si trovano in situazioni di difficoltà, comprese le dipendenze, la salute mentale e comportamenti a rischio. La gestione sarà affidata a enti attivi sul territorio, sotto la supervisione di don Giovanni Carpentieri.

Un progetto con radici profonde

“Uno dei miei dischi si chiama ‘Ragazzi madre’ – ricorda Lauro, che si esibirà alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi – e parlava di quei ragazzi. Oggi, a dieci anni dalla pubblicazione di quell’album, ci troviamo qui per aiutarli”. Questo progetto è frutto degli insegnamenti di sua madre, Cristina, che ha ispirato l’artista a impegnarsi attivamente nel sociale, collaborando con figure come Lorella Marcantoni, ex membro del Direttivo del Comitato Maria Letizia Verga e ora direttrice generale della Fondazione.

Impegno sociale e vocazione

“Il mio impegno non inizia oggi; è un tema che ho sempre vissuto in privato – spiega Lauro – e nasce da una sorta di vocazione. La prima volta che ho incontrato Lorella, ero molto spaventato prima di entrare nel centro di riabilitazione per bambini in difficoltà. Tuttavia, ho capito che anche un semplice ‘come stai?’ può fare la differenza per questi ragazzi, e un’ora del nostro tempo può rappresentare un grande regalo”.

“Oggi – aggiunge il cantautore di ‘Rolls Royce’ – è fondamentale rendersi conto delle difficoltà degli altri e mettersi a servizio in base alle proprie possibilità. Mia madre mi ha insegnato il valore dell’accoglienza e del ridare indietro, e in questo momento felice della mia carriera sento la necessità di fare quello che altri hanno fatto per me”. La fondazione ha come motto “accoglie, protegge, guida e dona”, simboleggiata da una farfalla, rappresentativa di un processo di trasformazione e rinascita, proprio come è avvenuto per lui.

Progetti futuri

Oltre alla casa d’accoglienza, la Fondazione Madre si occuperà anche di ragazzi in ospedale e in carcere attraverso il progetto ‘Ali nelle corsie’, con l’intenzione di replicare il modello di Zagarolo. Achille Lauro è interessato a presentare il suo progetto al Festival di Sanremo, dove il 25 febbraio sarà co-conduttore della seconda serata: “Stiamo studiando come farlo, mi piacerebbe coinvolgere anche i miei colleghi”. La musica, sottolinea, sarà una componente fondamentale: “È una terapia e, essendo il mio settore, sarà naturale metterla a servizio dei tanti giovani in difficoltà”.