Mercoledì 4 febbraio prenderanno il via i lavori di riqualificazione della palazzina comunale situata in via Nomentana 423-425, dopo le bonifiche avviate lo scorso anno. Al termine degli interventi, l’immobile sarà destinato al progetto “Dopo di Noi” e ospiterà 12 persone con disabilità prive del sostegno familiare, selezionate dai servizi sociali del Municipio Roma II.
Investimenti e obiettivi del progetto
Il progetto, con un investimento totale di circa 400mila euro, è finanziato tramite fondi PNRR e sarà realizzato in collaborazione con l’Asilo Savoia e il Dipartimento Politiche Sociali. Questa iniziativa promuove l’abitare inclusivo, prevedendo appartamenti integrati nel contesto urbano di una zona centrale come quella di via Nomentana. L’obiettivo è fornire un’alternativa alle strutture tradizionali, favorendo percorsi di autonomia e rispondendo concretamente alle esigenze delle famiglie.
Dichiarazioni delle autorità locali
«Questo intervento rappresenta un tassello importante del sistema di welfare territoriale – afferma la Presidente del Municipio Roma II, Francesca Del Bello – poiché consente di garantire alle persone con disabilità una vita autonoma e dignitosa, anche in assenza del supporto familiare. Politiche in grado di fare la differenza per molte famiglie e per quei genitori preoccupati per il futuro dei loro figli».
«La riqualificazione di questo edificio, in passato utilizzato come ufficio municipale – sottolinea l’Assessore al Patrimonio, Emanuele Gisci – evidenzia l’importanza di recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato e restituirlo alla collettività. Questo risultato è frutto di un impegno congiunto tra l’ente territoriale, l’Assessore comunale alle Politiche Sociali e l’Asilo Savoia», aggiunge Gisci.
«Attraverso questo progetto – conclude l’Assessore alle Politiche Sociali, Gianluca Bogino – il Municipio Roma II attua concretamente la legge sul “Dopo di Noi”, promuovendo esperienze di coabitazione che consentono alle persone con disabilità di intraprendere veri percorsi di autonomia, completamente integrati nella comunità».