Quasi vent’anni dopo la sua apertura al pubblico nel 2006, il Casino Nobile di Villa Torlonia riapre le porte, presentandosi in tutto il suo splendore ottocentesco grazie ai lavori di manutenzione conclusi nel ottobre 2025. L’intervento è stato realizzato da Zètema Progetto Cultura per conto della Sovrintendenza Capitolina. Questo edificio neoclassico, frutto del lavoro di diversi architetti e artisti, tra cui il Valadier, rappresenta una delle strutture più emblematiche della Villa.
Con la sua imponente cordonata d’accesso e il colonnato adornato da un maestoso timpano, il Casino ospita al suo interno sale e ambienti decorati in stile dell’epoca. I recenti lavori hanno riguardato le facciate e le decorazioni architettoniche, con un particolare focus sul restauro dell’altorilievo di Rinaldo Rinaldi che rappresenta Bacco di ritorno dalle Indie. Anche gli infissi lignei sono stati oggetto di manutenzione, con la revisione e parziale sostituzione delle persiane e dei portoni.
Il programma di valorizzazione di Villa Torlonia
Questo intervento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione di Villa Torlonia, che ha già visto l’apertura al pubblico nel 2024 del bunker utilizzato come rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale, con un allestimento immersivo. Nel 2025, il Museo della Scuola Romana riaprirà con un nuovo allestimento che presenta oltre 150 opere del periodo tra le due guerre, attirando già oltre 27.000 visitatori. A questo si aggiungono le mostre ospitate nei vari musei della Villa, come l’antologica di Antonio Scordia al Casino dei Principi e quella di Niki Berlinguer alla Casina delle Civette, entrambe accolte con successo dal pubblico.
Interventi sul verde e sull’ambiente
Recentemente, è stata prestata particolare attenzione anche al verde della Villa, in collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale. Sono stati rifatti alcuni percorsi viari e messe in sicurezza le alberature a rischio. Entro febbraio 2026, è prevista la sostituzione di una significativa quantità di piante, seguendo un progetto di reintegro delle essenze storiche, tra cui Quercus ilex, Pinus halepensis, Pinus Pinea, Cupressus sempervirens e Cedrus Libani.