La Giunta di Roma ha approvato una delibera che rivede le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, riducendo o congelando gli aumenti previsti per il 2026.
Dopo l’introduzione, nel 2025, di una riforma che ha sostituito la vecchia classificazione stradale con un sistema basato sui valori catastali e sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), l’Amministrazione mira a rendere il meccanismo più equo e sostenibile. Questo nuovo approccio valorizza maggiormente le quotazioni OMI, apportando benefici estesi agli operatori.
Aumenti e riduzioni nelle diverse aree
Nelle zone di pregio, l’aumento medio sarà dell’8,6%, rispetto al +24% inizialmente previsto; nelle altre aree, si prevede invece una riduzione media del 13%, rispetto all’attuale +6%. Sono inoltre previste ulteriori riduzioni o congelamenti per categorie culturali, edicole e occupazioni temporanee, oltre all’esenzione per le librerie su suolo pubblico e per interventi legati all’edilizia residenziale pubblica.
Su un totale di circa 87mila contribuenti, 65mila beneficeranno di una riduzione rispetto al 2025, mentre circa 21mila subiranno un lieve aumento.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha descritto il nuovo sistema come “più oggettivo ed equo”, capace di prevenire aumenti eccessivi e di incentivare le attività nelle periferie. Anche il vicesindaco Silvia Scozzese ha evidenziato come l’applicazione integrale del criterio OMI garantisca un beneficio diffuso e rafforzi l’equità territoriale.
Secondo l’assessora alle Attività Produttive Monica Lucarelli, questo intervento rende il sistema più bilanciato e sostenibile, accompagnando la riorganizzazione del settore e offrendo maggiore certezza agli operatori. La scadenza per presentare la domanda di adeguamento delle concessioni rimane fissata al 31 marzo 2026.