In seguito alle ripetute aggressioni subite dai conducenti di bus, si è svolto un incontro in Prefettura con i rappresentanti dei sindacati della Fit-Cisl Lazio. Durante l’incontro, è stata sollecitata l’adozione di nuove tecnologie, come bodycam, panic button e sistemi di videosorveglianza, oltre alla diffusione di comunicazioni volte a dissuadere le violenze.
Le dichiarazioni sindacali
“L’incontro è stato produttivo e ha permesso di fare il punto sulla situazione attuale, attivando misure per contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni sui mezzi pubblici, divenuto insostenibile. Stiamo per istituire osservatori territoriali in ciascun Municipio, che agiranno come ‘sentinelle’ per identificare le aree e le linee più a rischio, in linea con il protocollo firmato nel 2024”, dichiarano Marino Masucci e Roberto Ricci, rispettivamente segretario generale e segretario generale aggiunto della Fit-Cisl del Lazio.
“Per affrontare le violenze e le aggressioni in modo efficace, abbiamo richiesto l’introduzione di bodycam, panic button e sistemi di videosorveglianza, già dimostratisi efficaci nel dissuadere comportamenti violenti. Abbiamo anche proposto di coinvolgere i gestori privati, che gestiscono il 25 per cento del Trasporto pubblico locale a Roma. Inoltre, le riunioni del tavolo di monitoraggio si svolgeranno ogni due mesi invece di ogni quattro, per consentire un’analisi congiunta dei dati raccolti dagli osservatori, utile per adottare misure concrete”, aggiungono i sindacalisti.
Durante l’incontro, è stata sottolineata l’importanza di comunicazioni tempestive sui mezzi pubblici, sia verbali che scritte e in diverse lingue, per dissuadere le aggressioni al personale e informare sulle sanzioni previste. È emerso anche il desiderio che la richiesta di incontro avanzata dai sindacati nazionali alla IX Commissione della Camera dei Deputati e ai Gruppi Parlamentari possa portare all’elaborazione di proposte normative per contrastare il fenomeno delle aggressioni. “Da parte nostra, ci impegniamo a fare tutto il possibile per dire ‘basta’ a questo fenomeno intollerabile”, concludono Masucci e Ricci.