Un colpo attentamente pianificato è stato sventato all’alba dalla Polizia di Stato, guidata dai magistrati del Dipartimento criminalità grave e diffusa della Procura della Repubblica di Roma. Cinque uomini, definiti “ingegneri” del crimine, sono stati arrestati mentre si preparavano a colpire un istituto di credito nella Capitale.
Le indagini della Squadra Mobile hanno messo in luce movimenti sospetti di due uomini, già noti alle forze dell’ordine per una rapina effettuata in passato con la tecnica del “buco”, nei pressi di una banca nel quartiere Colli Aniene.
Un piano meticoloso
Il piano criminale prevedeva un’organizzazione rigorosa, con ruoli ben definiti tra i membri della banda. I sopralluoghi, le tecniche di “contro-pedinamento” utilizzando veicoli rubati e gli appostamenti dimostrano un protocollo operativo rigoroso.
Una vettura era posizionata in un punto strategico, fornendo una visuale diretta sull’istituto di credito, mentre un’altra auto, con soste prolungate attorno al perimetro, fungeva da vedetta mobile, pronta a segnalare l’arrivo delle Forze dell’ordine via radio.
I membri della banda comunicavano attraverso walkie-talkie sintonizzati sulla stessa frequenza, mantenendo un contatto diretto tra i “pali” esterni e gli operai addetti agli scavi, che avrebbero dovuto garantire l’accesso diretto allo stabile attraverso un ingresso secondario.
Intervento tempestivo
Il piano prevedeva di completare il foro durante la notte, mascherando l’intrusione all’alba per colpire all’apertura della banca, sfruttando l’effetto sorpresa. Tuttavia, l’operazione è stata interrotta prima dell’esecuzione, grazie all’intervento della Squadra Mobile, che ha cinturato il “teatro degli eventi” e bloccato ogni via di fuga.
I cinque complici sono stati arrestati e uno di loro è stato trovato in possesso di una pistola, completa di caricatore e munizioni. Le perquisizioni condotte hanno portato al sequestro di un kit destinato al colpo, comprendente ricetrasmittenti, arnesi da scasso, passamontagna e guanti in lattice. In aggiunta, gli agenti hanno rinvenuto la chiave per aprire il lucchetto dei locali manomessi per completare l’irruzione.
La banda, composta da cinque uomini italiani di età compresa tra 26 e 53 anni, è stata condotta nel carcere di Rebibbia. Gli indagati sono attualmente gravemente indiziati di tentata rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo e ricettazione.


