Questa mattina, a Roma e Treviso, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 48 anni e di una donna di 52 anni, entrambi gravemente indiziati di violenza sessuale su minori (art. 609 bis c.p.), pornografia minorile (art. 600 ter c.p.), e detenzione e accesso a materiale pornografico (art. 600 quater c.p.). L’operazione è stata condotta su delega della Procura della Repubblica di Roma e con l’ausilio del Gip del Tribunale di Roma.
Le indagini sono state avviate a seguito della denuncia presentata dal padre di una ragazza minorenne, che ha segnalato uno scambio di materiale pedopornografico tra i due indagati. In particolare, il padre ha riferito che, durante un soggiorno a Treviso presso la madre, la figlia ha scoperto sul computer di quest’ultima una conversazione con un uomo, il quale sarebbe il suo compagno, in cui venivano condivisi messaggi e immagini sessualmente espliciti riguardanti minori, inclusa la stessa figlia e i suoi due cuginetti di 5 e 8 anni.
L’attività investigativa ha portato alla raccolta di prove solide, tra cui testimonianze, audizioni protette della minore e materiale informatico sequestrato durante le perquisizioni condotte a Roma e Treviso. L’analisi dei dispositivi informatici sequestrati, tra cui telefoni cellulari, computer portatili e tablet, ha ulteriormente corroborato l’ipotesi accusatoria, rivelando gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati.
Nei dispositivi sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di dati contenenti foto e video a sfondo sessuale. In particolare, le chat tra i due indagati mostrano contenuti di natura pedopornografica, con commenti riguardanti le immagini dei minori nelle zone intime del corpo.
Le immagini scambiate tra i due erano accompagnate da commenti sulle sensazioni provate, esprimendo chiaramente pulsioni di natura pedopornografica. Inoltre, nella stessa corrispondenza sono emersi ulteriori commenti che suggeriscono che i nipoti della donna indagata siano stati oggetto di attenzioni sessuali, manifestate attraverso tocchi nelle zone genitali, che venivano videoregistrati e successivamente commentati con l’uomo coinvolto, evidenziando un contesto di pedofilia. Durante l’analisi, sono state trovate sul telefono dell’uomo numerose immagini di minori, ritratte in pose sessualmente esplicite, evidenziando un grave allarme sociale.