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Aurora Livoli, indagato un uomo di 56 anni di origini peruviane

L'individuo, con precedenti per violenza sessuale, è stato arrestato per tentata rapina avvenuta nella stessa notte della tragedia.

Aurora Livoli, indagato un uomo di 56 anni di origini peruviane

Il 28 dicembre, Aurora Livoli, una giovane di diciannove anni, cammina per le strade di Milano. Le immagini di una telecamera la ritraggono mentre, assorta nei suoi pensieri e vestita con pantaloni scuri e un bomber, ignora un uomo alto, vestito con un giubbotto bianco e nero, che la segue. Poche ore dopo, il corpo senza vita di Aurora verrà rinvenuto nel cortile di un condominio in via Paruta, semisvestito. Grazie a queste riprese, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano, sotto la direzione del colonnello Antonio Coppola e con il supporto del pm Antonio Pansa, sono riusciti a identificare un indagato: un cinquantaseienne peruviano, già noto per precedenti di violenza sessuale.

Lo stesso giorno della tragedia, l’uomo è stato arrestato il 30 dicembre dopo aver tentato di rapinare una diciannovenne peruviana alla fermata della metropolitana M2 di Cimiano, non lontano dal luogo del delitto. Durante l’aggressione, ha afferrato il telefonino della vittima, stringendola al collo e coprendole la bocca con l’altra mano. La ragazza è riuscita a liberarsi e a riprendere il telefono con l’arrivo di un treno, mentre l’aggressore si mescolava tra i passeggeri, indossando un giubbotto double face.

Indagini in corso

Le forze dell’ordine stanno continuando a raccogliere prove, e una nota ufficiale ha confermato che sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, legati al ritrovamento del cadavere di Aurora. Restano però molti aspetti da chiarire riguardo alla giovane, originaria di Roma e cresciuta a Fondi, in provincia di Latina. Aurora si era allontanata da casa il 4 novembre, senza soldi né documenti, e solo il 26 novembre aveva contattato la famiglia per rassicurarli sul suo stato.

“È difficile capire se avesse conosciuto qualcuno tramite i social che l’abbia indotta a venire a Milano. Per noi, questa città è incomprensibile”, ha dichiarato lo zio di Aurora, l’avvocato Massimo Basile, che ha accompagnato i genitori della ragazza all’istituto di Medicina legale di Milano, dove è stata eseguita l’autopsia. L’esame dovrebbe chiarire che la causa della morte è stata lo strozzamento, spiegando anche i lividi riscontrati sul corpo. Gli inquirenti hanno analizzato anche i vestiti di Aurora, alcuni dei quali sono stati trovati nei pressi del luogo del ritrovamento, inclusi dei pantaloni rossi di un pigiama.

La madre di Aurora, giunta sul posto con un mazzo di fiori bianchi, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni alla stampa. Lo zio ha descritto i tredici anni di vita trascorsi insieme alla giovane come “un periodo di gioiosa presenza” e ha confermato di essere stato informato dell’arresto di un sospetto per l’omicidio della nipote, indagato per omicidio volontario. “Ci affidiamo alla professionalità degli inquirenti per conoscere la verità”, ha concluso.