Si è svolto un acceso confronto tra periti e consulenti riguardo la capacità di Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, di affrontare il processo. L’udienza, dedicata ai risultati della perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Roma, ha visto numerosi scambi di accuse tra gli esperti chiamati a valutare le capacità del cittadino americano in merito agli omicidi della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, avvenuti lo scorso giugno nella vasta area verde della Capitale.
Le audizioni e le dichiarazioni di Kaufmann
I periti hanno presentato i risultati del loro lavoro, raccontando in particolare le due audizioni, che hanno avuto una durata complessiva di circa sei ore, con il detenuto nel carcere di Regina Coeli. Durante questi colloqui, Kaufmann ha fatto affermazioni bizzarre, come “siete delle spie, degli stupratori” e “io sono parente dell’attore Harrison Ford”, alternando momenti di apparente lucidità, come quando ha discusso il tema del risarcimento per le vittime.
Le valutazioni dei periti
“La situazione è chiara: siamo di fronte a un soggetto con un disturbo psicotico”, ha dichiarato il professor Giovanni De Girolamo. “Per lui esiste un’incapacità temporanea di stare in giudizio: è necessario un percorso farmacologico di almeno trenta giorni”. Secondo lo specialista, “dopo poche settimane di terapia, Kaufmann potrebbe partecipare al processo.” Tuttavia, questa richiesta è stata respinta dalla Procura, che teme che, in caso di sospensione, il processo rischierebbe di arenarsi. Kaufmann potrebbe rifiutare qualsiasi cura, portando a un’interruzione indefinita del procedimento.
Le considerazioni del pubblico ministero
Il pm Antonio Verdi ha affermato che la perizia “ha esaminato Kaufmann solo per poche ore: si tratta di una strategia manipolatoria che lui ha sempre attuato. È un soggetto che crea finti deliri strategicamente per manipolare”. Verdi ha quindi richiesto il rigetto della perizia o, in subordine, una nuova perizia con un diverso collegio che includa anche un medico legale. Il consulente della Procura, Stefano Ferracuti, ha osservato che Kaufmann presenta “atteggiamenti che non appartengono a un schizofrenico. È consapevole del processo per omicidio e possiede capacità cognitive”.
Per la psicologa forense Roberta Bruzzone, consulente di una delle parti civili, l’imputato è “consapevole della gravità di quanto ha fatto, sa di non avere via d’uscita dal punto di vista giudiziario e sta simulando in modo grossolano e maldestro una condizione psichiatrica”. Al termine dell’udienza, i giudici si sono riservati di decidere, senza però fissare una nuova udienza del processo.