Nella notte, la Digos di Roma ha effettuato cinque perquisizioni presso appartamenti riconducibili alla galassia anarchica, in seguito alla morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, deceduti nel crollo di un casale nel parco degli Acquedotti a Roma.
Durante le operazioni, gli agenti hanno sequestrato diverso materiale di area anarchica, attualmente al vaglio degli investigatori, sebbene non sembrerebbe direttamente collegato all’episodio. Sono state ascoltate due persone legate allo stesso contesto, ma al momento non risultano connesse all’azione che i due avrebbero voluto intraprendere.
Le indagini si concentrano sulla logistica, in particolare sul motivo per cui Mercogliano e Ardizzone avessero scelto quel casale, nonché sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo.
Obiettivi dell’azione e contesto
Gli investigatori stanno cercando di chiarire quale fosse l’obiettivo dell’azione che i due intendevano realizzare, esaminando vari temi di ‘lotta’ legati al movimento anarchico.
La pista principale sembra indicare un possibile rilancio della campagna per Alfredo Cospito, ma non si esclude un’attenzione più ampia verso strutture come i Cpr, le dinamiche geopolitiche e il tema dell’antigovernamentalismo, soprattutto in relazione al referendum, alla tecnologia e alla globalizzazione.
Le indagini si estendono alla rete anarchica, che include membri in diverse città italiane. Si ritiene che sia stato Mercogliano che Ardizzone a provocare l’esplosione mentre assemblavano un ordigno artigianale destinato a una futura azione. Ora, l’attenzione si concentra sulla loro rete per comprendere i dettagli del piano e identificare l’obiettivo dell’attentato.
Tra le ipotesi in esame, vi è la possibilità che l’esplosivo fosse destinato a un rilancio della campagna a favore di Alfredo Cospito o a nuove azioni lungo la rete ferroviaria, già bersaglio di sabotaggi anarchici durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina.