Proteste contro referendum

Corteo a Roma contro il referendum sulla giustizia: bruciati manifesti di Meloni, Nordio e Netanyahu

In piazza bandiere di Usb, Potere al Popolo, Palestina, Cuba, Venezuela, Iran e della Pace

Corteo a Roma contro il referendum sulla giustizia: bruciati manifesti di Meloni, Nordio e Netanyahu

Numerosi cittadini hanno preso parte a un corteo a Roma per protestare contro il referendum costituzionale sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, oltre che contro il governo e la guerra in Iran. Lo striscione principale recitava: “Non al Referendum, no alla guerra e no al governo liberticida”, e il corteo ha sfilato da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni. L’evento, indetto dal Comitato per il “No sociale” e sostenuto da Potere al Popolo, ha visto la partecipazione di diverse realtà, tra cui collettivi studenteschi come Osa e Cambiare Rotta, movimenti per la Palestina, gruppi per la lotta per la casa, centri sociali e il sindacato Usb. Durante la manifestazione, sono stati incendiati due cartelloni raffiguranti la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un cartellone mostrava Meloni con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al guinzaglio, accompagnato dalla scritta: “No al vostro referendum”. Un altro cartellone, che mostrava Meloni e il presidente israeliano Netanyahu, riportava la frase: “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”. Secondo gli organizzatori, circa 20 mila persone hanno partecipato all’evento.

Le bandiere sventolate in piazza includevano quelle del sindacato Usb, di Potere al Popolo, e rappresentazioni della Palestina, insieme a quelle di Cuba, Venezuela e Iran, e la bandiera della Pace. I manifestanti hanno scandito slogan come “Governo Meloni, dimissioni”, “Vota no, Giorgia Meloni vattene”, “Giù le mani dall’Iran” e “Crosetto torna a Dubai”. Tra gli striscioni, particolarmente visibile era quello di Potere al Popolo con la scritta “Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni”. Alcuni partecipanti hanno esibito manifesti con le immagini di Umberto Bossi, dei ministri Salvini e Santanchè, accompagnati dalla frase “diciamo no all’Italia peggiore”. Altri cori e slogan si sono rivolti contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il premier israeliano Netanyahu. La manifestazione di oggi è parte della campagna per il NO sociale al referendum del 22 e 23 marzo, ma il contesto attuale ha amplificato il suo significato politico, rappresentando una risposta sociale alle politiche del governo Meloni e alla crescente militarizzazione dello scenario internazionale, come dichiarato dal sindacato Usb.