Il bilancio degli istituti penitenziari del Lazio è allarmante. Negli ultimi giorni, si sono verificati episodi gravi che evidenziano una crisi strutturale: sovraffollamento, mancanza di personale e sicurezza compromessa.
Episodi recenti
Lunedì, nel carcere di Cassino, un detenuto è deceduto. Questo istituto, progettato per ospitare 200 persone, ha solo 90 posti realmente disponibili, mentre la popolazione detenuta è di circa 170 persone. Questi numeri evidenziano una situazione critica. Durante il giorno di Santo Stefano, si sono verificati disordini all’Istituto Penale Minorile “Casal del Marmo” di Roma, dove un agente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito, riportando una prognosi di 17 giorni. Circa 20 detenuti, vestiti di arancione e con il volto coperto da kefiah, hanno partecipato ai disordini, mentre l’istituto attualmente accoglie circa 57 minori. Un altro episodio preoccupante è avvenuto ieri nel Nuovo Complesso di Rebibbia, dove un detenuto di origine marocchina ha aggredito un agente, provocandogli la frattura del naso e una prognosi di 20 giorni.
Situazione a Latina e Frosinone
Secondo il Garante regionale dei detenuti, Latina è tra le situazioni più critiche del Lazio, con un tasso di affollamento che supera il 200% della capienza regolamentare. Anche Frosinone, sebbene non tra le più gravi come Latina o alcuni reparti di Roma, presenta problematiche significative. La Federazione nazionale sicurezza della Cisl Lazio chiede interventi urgenti per affrontare questa emergenza.