Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comitato Sostituti Alla Guida Tax di Roma Capitale, che contestava il bando e la graduatoria del concorso pubblico straordinario per il rilascio a titolo oneroso di 1.000 nuove licenze taxi. La decisione è stata presa con una sentenza del tribunale amministrativo.
Motivazioni della sentenza
I giudici hanno motivato la loro decisione affermando che il ricorso era inammissibile “per insussistenza del relativo presupposto”. Hanno sottolineato che, secondo un orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa, è possibile presentare ricorsi collettivi solo se sono soddisfatti due requisiti: l’identità delle posizioni sostanziali e processuali e l’assenza di conflitti di interesse tra le parti. Nel caso specifico, il Tar ha evidenziato che il Comitato, composto da un gran numero di taxisti precari, mostra una differenziazione di interessi. Alcuni membri desiderano annullare il bando, ritenendolo penalizzante, mentre altri, quelli collocati in graduatoria, hanno un interesse opposto nell’acquisizione della licenza.
Per i giudici, questo crea un chiaro conflitto di interessi, anche solo potenziale, all’interno del Comitato, il che mina la legittimazione del ricorso stesso. Inoltre, questa situazione si riflette sugli altri partecipanti al concorso, che, pur appartenendo alla stessa categoria professionale, hanno manifestato interesse nell’impugnare il bando e i relativi atti applicativi.