La famiglia del professor Paolo Ungari, ex presidente della Commissione diritti dell’uomo presso la Presidenza del Consiglio, ha chiesto la riapertura delle indagini sulla sua morte avvenuta il 6 settembre di 27 anni fa nel vano dell’ascensore di un palazzo in piazza d’Ara Coeli. Qui si trovava la sede della Lega internazionale per i diritti umani (Fidh), di cui Ungari era presidente onorario.
Guidata dalla figlia Fabia Bettini e assistita dall’avvocato Paolo Toscano, la famiglia ha presentato un’istanza alla Procura di Roma, sottolineando la necessità di esaminare nuovamente il caso.
Nell’istanza, si evidenziano incongruenze nelle indagini precedenti e si segnalano nuovi spunti investigativi che erano stati trascurati negli accertamenti iniziali, archiviati nel 2003. Sono emerse “nuove circostanze che possono portare a una concreta ricerca della verità”. Il documento afferma: “Recentemente sono state scoperte informazioni che, unite alle prove già raccolte e approfondite, potrebbero consentire agli inquirenti di acquisire nuove evidenze e, soprattutto, di determinare con certezza le cause della morte del professor Ungari e individuare i responsabili”.