Un profondo lutto cittadino ha colpito i Comuni di Artena e Colleferro a seguito della tragica morte di Erri Talone, un operaio di 41 anni, schiacciato da un trasformatore di 50 quintali mentre lo spostava a bordo di un muletto in un’azienda della zona industriale di Piombinara a Colleferro. I soccorsi si sono rivelati inutili.
Questa è la prima vittima sul lavoro dell’anno. La CGIL di Roma e Lazio, insieme alla Camera del lavoro della Cgil Sud Pomezia Castelli, ha commentato: “Una strage quotidiana che non si ferma”.
La UIL ha aggiunto: “Il lavoro deve essere sinonimo di dignità e non di morte. Dove sono i controlli tanto auspicati e richiesti? E gli accordi sugli appalti? I lavori per il Giubileo ci hanno dimostrato che, dove i protocolli sulla sicurezza e il codice degli appalti vengono rispettati, non si muore. La campagna ‘Zero morti sul lavoro’ della UIL non è uno slogan pubblicitario, ma un’esigenza impellente e non procrastinabile”.
In attesa dell’avvio degli accertamenti per individuare eventuali responsabilità, la comunità di Artena si stringe attorno alla famiglia di Erri, che lascia la moglie e due figlie.
“Erri Talone era un padre amorevole, un marito devoto e un grande lavoratore”, ha dichiarato Silvia Carocci, sindaca di Artena, dove risiedeva l’uomo. “È una morte che pesa sulla coscienza di tutti, che interroga e chiede rispetto e memoria”.
È stato dichiarato lutto cittadino il giorno dei funerali.