Marco Mottola ha aperto le sue dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d’assise d’appello di Roma, nel processo bis per l’omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce trovata morta nel giugno del 2001 nel bosco di Fontecupa. “Non so e non sappiamo nulla di chi l’abbia colpita e poi legata col nastro per poi portarla a Fontecupa”. Mottola, accusato insieme al padre Franco e alla madre Annamaria, ha ribadito di non aver mai visto Serena. “Quella mattina del primo giugno 2001, Serena non è venuta da me in caserma. Non l’ho mai vista nella nuova caserma e non vedo perché dovesse venire, dato che era fidanzata con Michele Fioretti. Non ho mai avuto relazioni sentimentali o sessuali con Serena, né ho litigato con lei”.
Il brigadiere Santino Tuzi e le sue dichiarazioni
Un tema centrale dell’udienza è stata la figura del brigadiere Santino Tuzi, morto suicida nel 2008 dopo aver affermato di aver visto Serena entrare in caserma il giorno della sua scomparsa. Mottola ha contestato le dichiarazioni di Tuzi: “Mente quando dice di avere sentito la mia voce che gli chiedeva di far entrare una ragazza; mai ho citofonato a Tuzi”. Ha inoltre sottolineato l’assenza di tracce telefoniche per quel giorno: “Come potevo sapere che Serena stava venendo in caserma da me?”. Mottola ha descritto i suoi movimenti, affermando di essere sceso tardi e di non aver visto alcuna persona in caserma. “Se fossi uscito, Tuzi mi avrebbe visto”, ha aggiunto.
Mottola ha anche escluso di essere andato ai bar Pioppetelle o Della Valle, e ha chiarito di aver fumato solo Marlboro rosse, non Marlboro light. Sul racconto di Tuzi, ha affermato: “In pochi secondi ha inventato una menzogna contro di me, preso di sprovvista. Aveva qualcosa da nascondere. Si è pentito, ha ritrattato e poi, per una serie di motivi, si è ucciso”.
Le testimonianze chiave
Annarita Torriero, zia di Fabio, ha dichiarato di aver visto Serena “sempre sulla strada o nel cortile, mai dentro l’edificio della caserma”. Ha osservato che “quando passavamo a Fontecupa, Tuzi cambiava d’umore, sudava e arrossiva”. A supportare il mistero attorno a Tuzi è stata la testimonianza di Marco Malnati, amico del brigadiere, che ha affermato: “Cinque o sei mesi prima di morire, mi disse di aver visto Serena entrare, ma non uscire dalla caserma il primo giugno del 2001”. Malnati ha concluso dicendo di essere convinto che Tuzi sia stato ucciso e non si sia suicidato, pur ammettendo di non poter dimostrare eventuali minacce.