Il processo

Mark Samson spiava Ilaria Sula: il delitto raccontato in aula

Il 24enne è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione e relazione con la vittima.

Mark Samson spiava Ilaria Sula: il delitto raccontato in aula

Durante l’udienza del processo a carico di Mark Samson, accusato dell’omicidio di Ilaria Sula, è emersa una dettagliata ricostruzione delle sue azioni prima e dopo il delitto. Il consulente tecnico nominato dalla Procura ha descritto il comportamento ossessivo di Samson, che spiava i messaggi della ragazza accedendo ai suoi account social nei giorni precedenti all’omicidio. Ilaria, studentessa scomparsa il 25 marzo dello scorso anno a Roma e ritrovata il 2 aprile in una valigia in un dirupo di Capranica Prenestina, è stata al centro di questa drammatica testimonianza.

Il controllo dei messaggi

Il consulente ha rivelato che dall’analisi dei dispositivi, compresi i cellulari di Ilaria e di Samson, è emerso come il giovane seguisse in tempo reale i messaggi della vittima. A partire dal 21 marzo, dopo che Ilaria aveva comunicato a Samson di essersi iscritta a un’app di incontri, il 24enne era in possesso delle password di Instagram e Gmail della ragazza. In aula è stato evidenziato come Samson leggesse la messaggistica e accedesse ai profili social di Ilaria, mostrando particolare interesse per le conversazioni con un ragazzo conosciuto su Tinder.

Minacce e violenza verbale

Il consulente ha riportato frasi minacciose pronunciate da Samson, come: “Non me ne frega un ca…o di quello che dicono gli altri, Ilaria è solo mia”. Queste dichiarazioni, condivise con amici sia per messaggio che durante viaggi in auto, hanno messo in luce il carattere violento del giovane. L’avvocato di parte civile, Giuseppe Sforza, ha sottolineato come l’analisi del consulente abbia reso evidente il controllo ossessivo esercitato da Samson.

Il tentativo di depistaggio

In seguito all’omicidio, Samson ha tentato di cancellare le prove, eliminando alcuni messaggi sul cellulare di Ilaria riguardanti un incontro programmato per la sera del 25 marzo. Nonostante questo, alcuni messaggi sono stati recuperati, mentre altri sono stati estratti dalle notifiche. L’analisi del GPS ha permesso di ricostruire il percorso di Samson la mattina del 26 marzo, e sono stati letti in aula i messaggi inviati dal 24enne al padre e a un’amica, in cui si spacciava per Ilaria. Tra questi, uno inviato il 29 marzo: “Oi Ila ma dove sei? Per favore rispondi, stai facendo preoccupare tutti”.

Il 24enne, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione con la vittima, si trova attualmente in un procedimento con rito immediato.