Mentre il Campidoglio enfatizza l’importanza di rendere visibile l’invisibile, nelle periferie romane la burocrazia sembra seguire un percorso opposto. È aperto il conflitto tra il Municipio VI delle Torri e la Commissione Toponomastica capitolina, che ha bocciato l’intitolazione del giardino di Via Fosso Scilicino alle “Donne Vittime di Violenza”.
Una bocciatura che ignora l’unanimità territoriale
La proposta non rappresentava un semplice atto burocratico, ma derivava da un percorso partecipato nel cuore di Villaggio Prenestino. Studenti, docenti dell’istituto scolastico locale, il Comitato di Quartiere e l’Associazione ARCO hanno collaborato per inviare un segnale forte in un quadrante complesso della città.
In una nota congiunta, le esponenti del Municipio VI (Del Guerra, Di Fede, La Polla, Raco, Del Bello, Leccese e Bertucci) esprimono la loro indignazione per quello che definiscono un “affronto”:
“Una proposta di alto valore civile e simbolico è stata fermata dalla burocrazia capitolina. La Commissione Toponomastica ha calpestato una volontà popolare espressa all’unanimità da maggioranza e opposizione.”
Il paradosso delle Pari Opportunità
Il caso crea attriti politici e comunicativi con le recenti dichiarazioni dell’assessora capitolina alle Pari Opportunità, Monica Lucarelli. Se da un lato l’assessora sottolinea che “il vero dato è quello che non vediamo” e invoca “scelte radicali” per affrontare le radici culturali della violenza, dall’altro le strutture comunali bloccano un’iniziativa che intendeva rendere visibile il tema nello spazio pubblico.
Le criticità sollevate dal Municipio VI:
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Scollamento istituzionale: Il voto unanime del Consiglio Municipale non ha trovato riscontro in Comune.
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Demotivazione dei giovani: Gli studenti, principali promotori del progetto, vedono il loro impegno civile fermarsi a causa di cavilli burocratici.
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Segnale culturale: In un momento in cui si chiede “coraggio” alle donne, le istituzioni centrali sembrano mancare di coraggio nel sostenere simboli di sensibilizzazione locale.
Un tema drammaticamente attuale
La decisione del Campidoglio, avallata da una direttiva di Giunta, giunge in un momento di grande sensibilità. Per le rappresentanti del Municipio VI, bocciare l’intitolazione significa ignorare la sensibilità di un intero quartiere su un tema che, come sottolineato dalla stessa Lucarelli commentando i dati Inps, rimane una piaga sociale inaccettabile.
Resta da vedere se il Campidoglio intenda rivedere la propria posizione o se la “burocrazia toponomastica” avrà l’ultima parola su un progetto nato per ricordare chi ha perso la vita o la dignità all’interno di una relazione.