Inchiesta in corso

Omicidio di Aurora Livoli: per i pm Valdez è un seriale pericoloso

La custodia in carcere richiesta per evitare ulteriori violenze

Omicidio di Aurora Livoli: per i pm Valdez è un seriale pericoloso

Emilio Gabriel Valdez Velazco, peruviano di 57 anni, è descritto dagli inquirenti milanesi come un “pericoloso seriale”. Nella richiesta di custodia cautelare in carcere, i pm Letizia Mannella e Antonio Pansa evidenziano la sua confessione riguardante l’omicidio di Aurora Livoli, 19 anni, avvenuto la sera del 28 dicembre a Milano. Valdez ha anche aggredito un’altra giovane, che è riuscita a salvarsi. La custodia è richiesta per omicidio volontario aggravato e violenza sessuale, a causa del rischio di reiterazione del reato. Attualmente, Valdez si trova già nel carcere di San Vittore per una brutale tentata rapina avvenuta la stessa sera.

Il profilo criminale di Valdez

La Procura ha messo in evidenza la “pericolosità” e la “serialità” di Valdez, che non solo ha aggredito un’altra ragazza quella sera, ma che ha anche precedenti penali. Era stato condannato nel 2019 per violenza, era sotto indagine per un altro episodio e imputato a Monza per un ulteriore caso di violenza avvenuto nel giugno scorso. Nonostante dovesse essere espulso per irregolarità, non è stato arrestato nel procedimento di Monza a causa di un errore nel casellario giudiziale, che non riportava la condanna precedente. Si è appreso che un esame dattiloscopico potrebbe aver risolto il problema degli alias e del buco nel casellario.

Il verbale della confessione

Nel verbale dell’interrogatorio, Valdez descrive gli abusi e l’omicidio di Aurora Livoli: “La ragazza ha iniziato subito a urlare ‘lasciami, lasciami’… le ho messo una mano sulla bocca per non farla urlare, e le ho stretto le mani al collo”. In questa versione, Valdez afferma di averla minacciata di “stare zitta”, altrimenti avrebbe continuato a stringerle il collo, e che ci fu una “colluttazione” poiché la vittima tentava di scappare.

L’47enne racconta anche dell’aggressione all’altra giovane, avvenuta sempre il 28 dicembre. “Lei provava a liberarsi ed io continuavo a trascinarla, tenendola stretta al collo”, ha spiegato, riferendo che l’incontro con Aurora Livoli è avvenuto dopo aver assunto cocaina e bevuto birra. Secondo Valdez, la ragazza gli avrebbe chiesto una sigaretta e, dopo averla accompagnata, sarebbero entrati “per caso” in un cortile di via Paruta, dove sono iniziati gli abusi. “La ragazza stava zitta perché le avevo avvisato che altrimenti le avrei messo di nuovo le mani al collo… tutta questa situazione dura un paio di ore”, ha dichiarato. Quando gli è stato chiesto perché l’abbia uccisa, ha risposto: “Perché la ragazza, spaventata, ha iniziato a urlare nuovamente… non so cosa mi sia passato per la mente”. Ha inoltre affermato di essere tornato nel cortile poco dopo perché aveva dimenticato il cellulare e di aver appreso della morte di Aurora guardando la TV il giorno seguente, esclamando: “mio Dio, che cosa ho fatto?”.