Le indagini sull’omicidio di Federica Torzullo proseguono, e il Procuratore della Repubblica di Civitavecchia, Alberto Liguori, interviene con un comunicato per fare il punto della situazione e lanciare un appello: “Spegnere i riflettori sul figlio”.
La nota della Procura
Il contesto del femminicidio.
Le motivazioni dietro il gesto omicida, emerse già con il fermo del coniuge il 18 gennaio 2026, sono legate al rifiuto di Federica di continuare la relazione con il marito. Le indagini hanno confermato il movente, evidenziando come Federica cercasse una soluzione condivisa, mentre Agostino appariva più interessato a mantenere la sua zona di comfort, ossia la permanenza nella villa di Federica e l’assistenza dei suoceri per la gestione del figlio. Federica, stanca di questa situazione, era decisa a separarsi, minacciando di compromettere i piani di Agostino.
La fase esecutiva dell’omicidio
Il momento decisivo.
La decisione di Agostino di uccidere Federica si concretizza durante il periodo natalizio. Stanca delle continue ostilità, Federica gli comunica che dopo le festività avrebbero dovuto vivere separati, con il figlio che sarebbe rimasto nella villa. Il giorno prima della partenza per un viaggio in Basilicata, il 8 gennaio, Federica insiste sulla separazione, scatenando la reazione violenta di Agostino. Il colpo mortale avviene in un contesto che le indagini dovranno chiarire: se in bagno, nella doccia o in un armadio. Gli orari e i dettagli saranno confermati dalle prove scientifiche.
Proseguimento delle indagini
Attesa per le consulenze.
Il tempo che ci separa dalla presentazione delle consulenze autoptiche e forensi rappresenta un’opportunità per l’indagato di chiarire i numerosi punti oscuri emersi. Dopo il deposito delle consulenze, si attende una conferma delle evidenze già raccolte: l’omicidio sarebbe avvenuto tra le ultime ore dell’8 gennaio e le prime del 9 gennaio 2026, con l’uso di un coltello non ancora ritrovato e la predisposizione di un luogo per la sepoltura di Federica.
La priorità: la tutela del minore
Appello alla responsabilità.
Rivolgendomi a tutti gli attori coinvolti, incluse le difese e i media, sottolineo l’importanza di evitare la divulgazione di informazioni che possano compromettere la privacy del minore, orfano di femminicidio. In particolare, si è assistito alla pubblicazione di dettagli personali che non hanno attinenza con il processo e che possono ostacolare la crescita del bambino in una comunità ristretta come Anguillara.
Conclusioni
Questo comunicato è stato emesso a causa dell’attenzione mediatica che continua a circondare il caso. È fondamentale trovare un equilibrio tra il diritto all’informazione e la tutela della privacy. È auspicabile che si spengano i riflettori sul minore, permettendogli di tornare a vivere la sua vita, mentre noi adulti ci impegniamo a garantire un equo processo per tutte le parti coinvolte.