Fermi preventivi a Roma

Primo fermo preventivo durante i cortei, 91 persone in Questura

Interventi delle forze dell'ordine alla commemorazione degli anarchici deceduti

Primo fermo preventivo durante i cortei, 91 persone in Questura

Per la prima volta a Roma è stato attuato il ‘fermo preventivo’ durante una manifestazione, misura recentemente introdotta dal governo. Novantuno persone sono state interessate da questa misura in occasione della cerimonia di commemorazione degli anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, tragicamente deceduti il 19 marzo scorso mentre tentavano di fabbricare un ordigno in un casale situato nel Parco degli Acquedotti. Nonostante il divieto di manifestazione imposto dalla questura, numerosi partecipanti si sono riuniti nei pressi del casolare e all’altezza di una chiesa, per rendere omaggio con cori e mazzi di fiori rossi e neri, simbolo della loro ideologia.

Un imponente schieramento di forze dell’ordine, incluso personale a cavallo, ha monitorato la situazione. In breve tempo, diversi gruppi di manifestanti sono stati bloccati all’ingresso del parco. Per novantuno di loro, considerati pericolosi e sospetti, è scattato il fermo preventivo, approvato dal pubblico ministero presente. Questa misura consente agli agenti di polizia di trattenere persone sospette nei propri uffici fino a dodici ore durante le manifestazioni.

Gli arrestati sono stati trasferiti a bordo di pullman delle forze dell’ordine negli uffici della questura, in particolare nella sede dell’ufficio immigrazione, dove era disponibile maggiore spazio. Alcuni manifestanti hanno descritto l’operazione come un’“identificazione di massa”, denunciando una militarizzazione del quartiere e una dimostrazione di forza, evidenziata dalla presenza di agenti in uniforme a cavallo. Nonostante le tensioni, la commemorazione è proseguita e, al termine, un corteo si è diretto verso il quartiere popolare di Centocelle.