La riforma della sentenza

Riformate le condanne per l’omicidio di Andrea Gioacchini

La Corte d'assise d'appello di Roma modifica parzialmente la sentenza di primo grado.

Riformate le condanne per l’omicidio di Andrea Gioacchini

La Corte d’assise d’appello di Roma ha recentemente riformato in parte la sentenza di primo grado, emessa nel maggio del 2025 dal gup della capitale, riguardante l’omicidio di Andrea Gioacchini, avvenuto il 10 gennaio 2019 nella zona della Magliana. Secondo la procura, il delitto sarebbe stato premeditato e aggravato dal metodo mafioso.
Nel caso di Ugo Di Giovanni ed Emiliano Sollazzo, considerati i mandanti dell’agguato e inizialmente condannati a 30 anni, è stata esclusa l’aggravante mafiosa e sono state concesse le attenuanti generiche, portando le loro pene a 18 anni di reclusione ciascuno.
Fabrizio Olivani, identificato come l’esecutore materiale e condannato in primo grado a 20 anni, ha visto la sua pena ridotta a 16 anni, avendo già ricevuto le attenuanti generiche.
Tutti gli imputati continuano a dichiararsi innocenti. Gli avvocati che li difendono sono Gianluca Ciampa (per Di Giovanni), Francesco Mattiangeli e Ippolita Naso (per Sollazzo), insieme a Domenico e Alfonso Oropallo (per Olivani).
Gioacchini fu tragicamente ucciso a colpi di pistola mentre si trovava in auto con la compagna, di fronte all’asilo dove aveva appena accompagnato i figli.