Gli scavi alla Casa del Jazz stanno per ripartire. Lamberto Giannini, Prefetto di Roma, ha dichiarato all’Adnkronos: “Riprenderanno a breve; l’attività non è stata interrotta”. Giannini sottolinea l’urgenza di esaminare quella galleria antica nel cuore di Roma, mai ispezionata fino ad oggi: “Ci sono state delle difficoltà tecniche che stiamo superando, ma andremo a vedere che cosa c’è là dentro. Qualunque cosa sia, la esploreremo anche con i vigili del fuoco, che ringrazio”.
Punto Sensibile e Prossimi Passi
“Riteniamo di avere localizzato un punto sensibile”, ha spiegato Giannini. “È stata fatta una riunione, e la prossima settimana ci sarà un ulteriore sopralluogo, dopo il quale pianificheremo come procedere nel migliore dei modi. Niente viene lasciato al caso, ci vorrà solo un po’ di pazienza per garantire la sicurezza”.
Origine della Richiesta di Scavi
L’attività di scavo è stata richiesta dall’ex giudice Guglielmo Muntoni, attuale presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio. Si ipotizza che i sotterranei, che si estendono per circa 500 metri, possano nascondere resti umani o persino un ‘tesoro’. La situazione è resa ancora più intrigante dal fatto che, negli anni della Roma criminale, Enrico Nicoletti, considerato il cassiere della Banda della Magliana, abitava proprio dove ora sorge la Casa del Jazz. Muntoni ha motivato la richiesta di nuovi scavi ipotizzando la possibile presenza di armi, esplosivi, preziosi o documenti, oltre a corpi, tra cui quello del giudice Paolo Adinolfi.
Curiosità e Misteri
In precedenza, Pietro Orlandi aveva ricevuto segnalazioni riguardo alla possibilità che nel tunnel potessero trovarsi i resti della sorella Emanuela, accrescendo così la curiosità e la speranza di risolvere uno dei più grandi misteri italiani. Un contributo significativo è stato fornito anche da don Domenico Celano, che conosce bene i cunicoli sotterranei della struttura, un tempo seminario della Congregazione degli Oblati, prima della vendita a Nicoletti. “Ho approfondito la questione”, ha dichiarato il religioso all’Adnkronos, “perché conoscevo il posto e volevo aiutare a far riaprire gli scavi. Sospetto che ci sia qualcosa; queste sono cavità storiche che non possono essere toccate senza autorizzazione. È compito degli inquirenti accertarlo. Riprendere gli scavi è un dovere”.