Un’imponente confisca del valore di 37 milioni di euro è stata eseguita nei confronti di un imprenditore e un commercialista di Anzio. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un decreto della Corte di Appello di Roma, che ha disposto il sequestro di disponibilità finanziarie, partecipazioni societarie, aziende e beni mobili e immobili.
Dettagli dell’indagine
Questo provvedimento è il risultato di un’indagine condotta dalle “fiamme gialle” della Compagnia di Nettuno, che ha coinvolto oltre 40 persone, indagate per associazione a delinquere, frode fiscale, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti d’imposta, riciclaggio e autoriciclaggio.
Il sistema di frode
L’inchiesta ha rivelato un complesso sistema di frode fiscale operante attraverso un’organizzazione criminale, supportata da professionisti compiacenti e numerosi prestanome. Inizialmente, erano state costituite società di capitali e cooperative con sede ad Anzio, Nettuno e Roma, che avevano formalmente assunto oltre 1.000 lavoratori, impiegati nel settore della logistica su tutto il territorio nazionale, senza versare i contributi previdenziali e assistenziali dovuti.
In parallelo, erano state create società inesistenti, utilizzate per generare falsi crediti IVA e crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, tramite dichiarazioni basate su operazioni mai avvenute e visti di conformità irregolari. Questi crediti erano utilizzati direttamente o ceduti su scala nazionale attraverso il meccanismo dell’accollo tributario, spesso supportati da false asseverazioni. Le indagini hanno inoltre dimostrato come i proventi illeciti siano stati reinvestiti in beni di lusso, tra cui autovetture di pregio, orologi, immobili residenziali, ville e partecipazioni societarie intestate a terzi.
I due principali responsabili sono stati condannati a oltre 4 anni di reclusione con sentenza definitiva, e ora si procede alla confisca dei profitti illeciti per un totale di 37 milioni di euro.