La due giorni di mobilitazione nazionale del Coapi – Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani si è conclusa con un messaggio forte e chiaro: “Il cibo è un diritto, l’agricoltura è la sua fonte. Se crolla la fonte, crolla la società”. Per garantire cibo sano e accessibile, è essenziale proteggere il reddito agricolo.
La manifestazione a Roma
Oggi, a Piazzale Ostiense, si è svolta l’ultima giornata della manifestazione indetta dal coordinamento. Cinque trattori, esponendo slogan sul diritto al cibo e contro l’accordo Mercosur, hanno simboleggiato il cuore della protesta. “Nonostante i blocchi – si legge in una nota del Coapi – che hanno trattenuto oltre cento trattori al presidio esterno della città di Castel di Leva, cinque mezzi sono stati autorizzati a entrare in città”.
Le richieste degli agricoltori
Numerosi rappresentanti del mondo agricolo, sociale e istituzionale hanno preso parola sul palco, tra cui l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi, il Cna Agroalimentare, il Sifus e la Rete dei Municipi Rurali. Hanno ricevuto il sostegno di 136 sindaci che hanno chiesto il riconoscimento dello stato di crisi socioeconomica per i territori rurali. Tra le principali richieste figurano: il riconoscimento dello stato di crisi agricola, prezzi minimi basati sui costi reali di produzione, la sospensione dell’accordo Ue-Mercosur, la moratoria sui debiti delle aziende agricole e una maggiore tutela del territorio e delle produzioni nazionali contro il falso Made in Italy e le importazioni sleali.
Il coordinamento sottolinea che la mobilitazione ha anche segnato l’inizio di un’alleanza sociale tra agricoltori e cittadini sul tema della sovranità alimentare.