Due persone sono tragicamente decedute a Roma a seguito di un’esplosione in un casolare abbandonato nel Parco degli Acquedotti, una delle principali aree verdi della città. L’incidente ha causato il crollo del tetto, intrappolando le vittime sotto le macerie.
Inizialmente si pensava che le vittime fossero senza fissa dimora, ma le indagini hanno rivelato un quadro ben diverso e inquietante, con implicazioni significative per la sicurezza nazionale.

Identità delle vittime e circostanze dell’incidente
Le vittime sono state identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi legati ad ambienti anarchici e noti alle forze dell’ordine. Secondo le indagini, stavano preparando un ordigno rudimentale al momento dell’esplosione.
Le identificazioni sono state facilitate da alcuni tatuaggi rinvenuti sui corpi.

Possibili motivazioni e obiettivi
Le indagini hanno ipotizzato che i due si trovassero nel casolare per costruire un ordigno artigianale, probabilmente in previsione di un attacco futuro. Un particolare inquietante è rappresentato dalla mutilazione di un braccio di Mercogliano, che suggerisce un incidente durante la manipolazione di materiali esplosivi.
Non si esclude che il target potesse essere la rete ferroviaria, già oggetto di attacchi nei mesi precedenti, specialmente in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Collegamenti con Alfredo Cospito
Le indagini stanno anche considerando un possibile legame con il movimento a sostegno di Alfredo Cospito, anarchico detenuto al regime di 41-bis, in vista della scadenza del suo provvedimento di detenzione a maggio. Sara Ardizzone è nota per aver manifestato pubblicamente il suo sostegno a Cospito durante un’udienza a Perugia.

Le autorità stanno continuando a indagare per chiarire tutti i dettagli relativi alla vicenda, compreso il tempo di permanenza dei due nel casolare e i loro ultimi contatti.
Allerta al Viminale
In seguito all’incidente, è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo al Viminale, per discutere la minaccia rappresentata dai movimenti anarchici, evidenziati nella relazione annuale dell’intelligence come un potenziale fattore di rischio significativo per la sicurezza del Paese.
