Un ragazzo di 25 anni è stato aggredito a Roma in Corso Vittorio Emanuele II, dove un gruppo di tre minorenni lo ha circondato e colpito brutalmente, ritenendolo omosessuale. L’episodio, avvenuto il 14 settembre, ha portato a una misura cautelare nei confronti dei tre diciassettenni. La vittima, mentre tornava a casa, è stata prima derubata del ventaglio che portava con sé, poi ha ricevuto uno sputo in faccia e una serie di pugni e calci, anche dopo essere caduto a terra. Gli aggressori hanno continuato a maltrattarlo, proferendo insulti di natura omofoba.
Indagini e Conseguenze
Le indagini, avviate subito dopo l’accaduto, hanno portato all’analisi delle telecamere di sorveglianza, all’esame dei pagamenti effettuati dal gruppo e a verifiche sui social network. Grazie a testimonianze e riconoscimenti fotografici, i tre ragazzi sono stati identificati e denunciati.
La vittima ha subito gravi ferite, tra cui un trauma cranio-facciale, la frattura delle ossa nasali e contusioni costali, con una prognosi iniziale di 20 giorni. Successivamente, è stato diagnosticato un disturbo post traumatico da stress, che ha comportato ulteriori 30 giorni di prognosi.
Provvedimenti Giudiziari
Nel provvedimento del giudice si evidenziano le condotte di sopraffazione e umiliazione, con un richiamo ai profili di pericolosità e ai precedenti penali dei minorenni. Questi ultimi sono stati affidati ai servizi minorili e dovranno rispettare determinate condizioni, pena l’adozione di misure più severe.


