A un mese dalla sua inaugurazione, avvenuta il 30 gennaio, il Centro della Fotografia di Roma, ubicato nell’ex Mattatoio di Testaccio, ha registrato un totale di 10.707 ingressi. Questo dato significativo sottolinea l’ottima scelta dell’amministrazione Capitolina nel ridare vita a uno spazio storico, iconico e molto apprezzato dai cittadini romani.
“I primi dati sull’affluenza del Centro della Fotografia, che supera i 10.000 visitatori nel primo mese, dimostrano l’importanza di avere un centro dedicato alla fotografia a Roma, un’iniziativa tanto attesa. L’alta qualità delle mostre, tra cui quelle in collaborazione con la MEP di Parigi sui capolavori di Irving Penn, ha contribuito al successo di questa nuova istituzione culturale. Anche i numerosi visitatori internazionali stanno apprezzando questo spazio, frutto della rigenerazione di un padiglione del Mattatoio, che unisce la nuova funzione espositiva al fascino dell’archeologia industriale”, ha dichiarato Umberto Marroni, delegato del Sindaco per la Valorizzazione del Mattatoio e Amministratore Delegato della Fondazione Mattatoio.
Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura e coordinatore delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, ha aggiunto: “Il Centro della Fotografia, situato nello spazio del Mattatoio, rappresenta la trasformazione della città, un luogo vitale e partecipato. Questa infrastruttura culturale è fondamentale per la cittadinanza, come dimostrano i visitatori del primo mese. I romani desiderano vivere questo spazio, che diventerà sempre più polivalente, proprio come il Mattatoio. Noi, come amministrazione, ci impegneremo a proporre iniziative e mostre straordinarie, mantenendo un dialogo costante con gli operatori culturali del Mattatoio”.
“Il successo del Centro della Fotografia conferma l’importanza del progetto di rigenerazione culturale e urbana dell’ex complesso industriale dell’ex Mattatoio”, ha dichiarato Manuela Veronelli, presidente della nuova Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti. “La nostra Fondazione punta a creare una vera e propria Città delle Arti, dove la fotografia si intreccerà sempre più con il teatro, la musica e le pratiche interdisciplinari e performative di artisti, dando vita a una sorta di ‘città nella città’: pubblica, aperta, inclusiva e completamente accessibile”.