il ritorno di fini ad atreju

Applausi per Fini ad Atreju: “È un ritorno a casa”

"Chiedere lo scioglimento di An è stato un errore, era un movimento con un forte senso comunitario"

Applausi per Fini ad Atreju: “È un ritorno a casa”

Un effetto deja vu, intriso di storia. Dopo 17 anni, Gianfranco Fini è tornato sul palco di Atreju, accolto calorosamente dal pubblico di Fratelli d’Italia (FdI). Un’accoglienza non scontata, considerando il percorso politico di Fini. Seduto accanto a Francesco Rutelli, con cui condivise un celebre duello per il Campidoglio 32 anni fa, Fini ha espresso la sua emozione: “È un momento bello, emozionante. È un ritorno a casa, se me lo consentite”. Il pubblico ha risposto con un caloroso applauso.

La scena sul palco ha evocato ricordi, con Fini e Rutelli che sembravano due amici al bar, mentre conversavano amichevolmente, quasi mancasse solo un aperitivo. La serata si è conclusa con una battuta da coppia affiatata: “La prossima volta – ha scherzato Fini – il sindaco lo faccio io e tu fai il vice”.

Il dialogo ha riaperto una pagina di storia politica, cancellando le ruggini del passato. In scena c’erano l’ultimo leader del Msi e il primo di An, insieme a un ex radicale e verde. Ma ciò che interessava di più era il significato del ritorno di Fini nel partito della premier Giorgia Meloni. Con molti militanti presenti, Fini ha voluto rassicurare: “Non ho chiesto nulla, lo sanno Arianna e Giorgia. Riconosco a Meloni il merito di aver ricostruito questa comunità. Mi ci riconosco, l’ho votata, anche se non condivido tutto al 100%”.

La risposta di Rutelli ha sorpreso: si riconosce nel centrosinistra odierno? “Passiamo alla domanda successiva”. Lui, da leader della Margherita, ha contribuito a fondare il Pd. Tuttavia, anche Rutelli ha visto passare molta acqua sotto i ponti. Sul palco, ha scherzato: “Com’è quella serie? Ritorno al futuro? Ritorno al futuro è il suo. Sapevo che sarei venuto per un tributo a un fondatore e a un rinnovatore di questa vicenda politica”. Fini, da figlio prodigo, ha dovuto ammettere un errore: “Credo di essere intellettualmente onesto quando ammetto gli errori. L’errore è stato chiedere lo scioglimento di An, perché era un movimento basato su un senso comunitario”. Il pubblico ha applaudito nuovamente, con entusiasmo.

Nel clima di complimenti, Rutelli ha espresso rispetto per Meloni, sottolineando la necessità di una gestione saggia in un momento di cambiamento geopolitico. Ha invitato a trovare aree di convergenza tra le opposizioni per il bene del paese. Fini, da parte sua, ha auspicato che queste parole venissero ascoltate anche dalla sinistra attuale, richiamando l’attenzione su attacchi ingiustificati verso Meloni e la sua comunità: “Chi ha fatto certe dichiarazioni dovrebbe vergognarsi”.

Non è mancato un momento di amarcord: “Da militante radicale, andavo a stampare nella tipografia del Secolo d’Italia. Costava meno perché c’era il rischio che ci mettessero le bombe. Ci lavorava Daniela”. Daniela, ex moglie di Fini, era presente tra il pubblico, ricevendo saluti calorosi. Rutelli ha concluso: “Ci rispettavamo”, esprimendo un gesto di riconciliazione con Fini. Sipario.