Commemorazione Fosse Ardeatine

Il Presidente Mattarella ricorda l’82° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine

Autorità statali e leader religiosi insieme nel ricordo dei martiri uccisi

Il Presidente Mattarella ricorda l’82° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presenziato alla cerimonia in occasione dell’82° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, affiancato dalle più alte cariche dello Stato.

Durante l’evento, il Capo dello Stato ha deposto una corona sulla lapide commemorativa dedicata ai caduti del 24 marzo 1944. Sono seguiti gli interventi di Francesco Albertelli, Presidente ANFIM, e di Marco Trasciani, Segretario generale dell’ANFIM, che ha letto i nomi dei Martiri.

La cerimonia è proseguita con una preghiera cattolica recitata da Mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia, seguita dalla preghiera ebraica officiata dal Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma.

Commozione

Al termine della cerimonia, il Presidente Mattarella ha reso omaggio alle vittime dell’eccidio all’interno del Mausoleo Ardeatino.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine

Il tragico evento delle Fosse Ardeatine, avvenuto il 24 marzo 1944, costituisce una delle ferite più gravi inflitte dall’occupazione nazista a Roma e all’Italia. La strage fu ordinata come rappresaglia a seguito dell’attentato partigiano di via Rasella, avvenuto il giorno precedente, che causò la morte di 33 soldati del reggimento “Bozen”. Sotto il comando di Herbert Kappler e Albert Kesselring, fu decisa una spietata proporzione di dieci italiani da giustiziare per ogni tedesco ucciso. Le vittime, in totale 335 tra civili e militari, furono prelevate dalle carceri di Regina Coeli e di via Tasso; tra di esse vi erano ebrei, detenuti politici, partigiani e cittadini comuni, indistintamente. Trasportati nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, furono assassinati con un colpo alla nuca, e i tunnel vennero fatti esplodere per nascondere il crimine. Oggi, il luogo rappresenta un sacrario, simbolo della Resistenza e del sacrificio per la libertà.