Approvato il piano cultura

La Regione Lazio stanzia 40 milioni per la valorizzazione culturale e i luoghi di culto

Interventi previsti anche per la Certosa di Trisulti e per la candidatura Unesco degli insediamenti benedettini

La Regione Lazio stanzia 40 milioni per la valorizzazione culturale e i luoghi di culto

La giunta regionale del Lazio ha dato il via libera al piano annuale per la valorizzazione culturale relativo all’anno 2026. Questo piano, adottato in attesa dell’approvazione del Piano triennale di indirizzo, garantirà continuità e rapidità agli interventi strategici per la promozione del patrimonio culturale della regione, sottolineando l’importanza della cultura come motore di sviluppo economico e coesione sociale.

Le risorse complessive destinate ammontano a oltre 39,3 milioni di euro per il triennio 2026-2028. Gli interventi previsti variano dalla riqualificazione dei luoghi della cultura al supporto di enti e fondazioni, dalla valorizzazione dei piccoli comuni fino ai cammini di spiritualità. Inoltre, è previsto un programma di interventi straordinari per teatri, sale cinematografiche, palazzi storici, luoghi di culto e spazi archeologici, con l’obiettivo di contribuire alla rigenerazione urbana e culturale.

“Con questo Piano rafforziamo una visione chiara: la cultura è un’infrastruttura strategica per il Lazio. Investiamo concretamente su territori, comunità e identità,” ha affermato Simona Renata Baldassarre, assessora alla Cultura della Regione Lazio.

Il Piano non si limita al patrimonio materiale, ma valorizza anche l’aspetto immateriale della cultura, con interventi mirati alla salvaguardia dei dialetti e delle identità locali. Inoltre, prevede azioni di respiro nazionale e internazionale, come il sostegno alla candidatura Unesco degli insediamenti benedettini, che mira a rafforzare la posizione del Lazio nel panorama culturale globale. Tra i siti di particolare rilevanza oggetto di intervento ci sono la Certosa di Trisulti, il sistema delle Ville tiburtine, il Palazzo dei Papi di Viterbo e il complesso del Divino Amore, assieme a significativi investimenti sulla rete delle dimore storiche e sui progetti culturali diffusi nel territorio.