Pavimento pelvico: una patologia sottostimata che merita attenzione

Un percorso specialistico per affrontare il prolasso pelvico multiorgano con tecniche mininvasive e approccio multidisciplinare.

Pavimento pelvico: una patologia sottostimata che merita attenzione

Il prolasso degli organi pelvici rappresenta una condizione comune, ma spesso nascosta, che riguarda metà della popolazione femminile. Ne parliamo con la Dott.ssa Valeria Gianfreda, specialista in Colonproctologia e Chirurgia della Pelvi a Smart Clinic Villa Borghese, centro d’eccellenza del Gruppo San Donato. Con oltre 15 anni di esperienza in chirurgia oncologica e laparoscopica mininvasiva, si occupa di patologie degli organi pelvici, come prolasso rettale, prolasso vaginale, uterino e vescicale, incontinenza urinaria e fecale, emorroidi e disfunzioni del pavimento pelvico.

Dottoressa, partiamo dalle basi: quanto è diffuso il prolasso degli organi pelvici?
Il prolasso è una patologia comune e, secondo le stime, interessa tra il 30% e il 50% delle donne. È probabile che i numeri reali siano anche più alti: molte pazienti non parlano dei sintomi perché li vivono con imbarazzo. La familiarità è spesso un fattore determinante, ma entrano in gioco anche gravidanze, squilibri ormonali e variazioni importanti del peso corporeo.

Che cosa si intende per prolasso pelvico multiorgano?
Si tratta della discesa simultanea di più organi della pelvi femminile – vescica, vagina, utero e retto – causata dalla perdita di integrità delle strutture di supporto. Questo comporta disturbi urinari, difficoltà sessuali, alterazioni della defecazione e una sensazione persistente di peso pelvico. Colpisce soprattutto nel periodo post gravidanza, nel periodo peri-menopausale e in età avanzata.

Ci sono segnali da non ignorare? Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista?
Assolutamente. Per la sfera urinaria parliamo di incontinenza o sensazione di svuotamento incompleto; per quella genitale, dolore nei rapporti e peso vaginale, noduli pelvici o diagnosi di polipi; per la sfera rettale, stitichezza, meteorismo, disturbi intestinali persistenti, sanguinamento, dolore anale, prolasso emorroidale, difficoltà evacuative o episodi diarroici frequenti. Anche chi avverte alterazioni della funzione sessuale dovrebbe farsi valutare da un chirurgo colonproctologo o pelvico. Conoscere il proprio corpo è il primo passo per accorgersi tempestivamente dei cambiamenti.

Quali esami sono fondamentali per una diagnosi corretta?
Gli esami “gold standard” sono la risonanza magnetica con studio defecografico o, in alternativa, la cisto-colpo-defecografia dinamica. A questi si affiancano ecografia transvaginale, pap test, colonscopia ed esame urodinamico. È essenziale un approccio multidisciplinare che valuti insieme tutti i sintomi.

 

Quando si rende necessario il trattamento chirurgico?
Nonostante la sua diffusione, la chirurgia del pavimento pelvico rimane poco conosciuta, con il rischio che molte donne convivano a lungo con sintomi che influenzano qualità di vita, benessere psicologico e attività quotidiane.

Si interviene nei prolassi di grado superiore al II, quando i disturbi compromettono la vita quotidiana. Il mio obiettivo è sempre preservare l’utero, salvo condizioni patologiche. L’isterectomia altera l’anatomia pelvica e può influire sulla funzionalità di vescica e retto, quindi, va evitata se non strettamente necessaria.

 

Ci spiega in cosa consiste la tecnica mininvasiva P.O.P.S?
È una procedura laparoscopica che prevede tre piccole incisioni attraverso cui si applica una rete in polipropilene a forma di V. Questa Mesh con funzione di neo-legamento, sostiene e riposiziona vescica, vagina, utero e retto nella loro sede anatomica. L’intervento permette di correggere tutti i prolassi in un’unica operazione, con una durata di circa 120 minuti, una degenza di tre giorni e una ripresa rapida. Il beneficio aggiuntivo è la conservazione dell’utero, un aspetto molto sentito dalle pazienti anche sotto il profilo psicologico.

Quanto è utile la riabilitazione del pavimento pelvico?
È indispensabile. I prolassi di grado I e II vengono trattati proprio con fisioterapia specializzata. Anche prima e dopo l’intervento chirurgico la ginnastica pelviperineale svolge un ruolo fondamentale per potenziare la muscolatura e stabilizzare i risultati ottenuti.

C’è qualcosa che le pazienti possono fare per prevenire il prolasso?
Sì: mantenere un adeguato tono della muscolatura pelvica, seguire un’alimentazione ricca di fibre, idratarsi e praticare attività fisica regolare. È utile anche controllare le variazioni di peso ed evitare sforzi prolungati durante l’evacuazione.

L’esperienza clinica della Dott.ssa Valeria Gianfreda rappresenta un punto di riferimento a Roma e in Italia per la diagnosi e il trattamento del prolasso pelvico multiorgano, un tema ancora poco affrontato nonostante la sua elevata diffusione. L’approccio mininvasivo, la visione multidisciplinare e l’attenzione alla centralità della donna consentono oggi percorsi diagnostici e terapeutici efficaci, con un impatto reale sulla qualità della vita delle pazienti.
Diffondere consapevolezza su queste patologie significa aiutare molte donne a superare il tabù, riconoscere i sintomi e rivolgersi tempestivamente allo specialista.

Per informazioni e prenotazioni presso Smart Clinic Villa Borghese, è possibile contattare 06 321 9849 oppure consultare www.smartclinic.it