Incontro per la Memoria

Sami Modiano parla agli studenti al Teatro Vascello di Roma

Gualtieri: "La Memoria è un mezzo per prevenire le barbarie che non devono ripetersi"

Sami Modiano parla agli studenti al Teatro Vascello di Roma

In occasione della Giornata della Memoria, la Fondazione Museo della Shoah, in collaborazione con il Municipio XII di Roma Capitale, ha organizzato un incontro al Teatro Vascello, nel quartiere Monteverde, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. La scelta del luogo è significativa: a Monteverde sono infatti presenti le pietre d’inciampo dedicate a Piero Terracina, amico di Sami Modiano, il quale ha rappresentato una figura centrale durante l’incontro.

Oltre 300 studenti hanno partecipato all’evento in presenza, mentre più di 400.000 ragazzi si sono collegati da tutta Italia, contribuendo a un importante momento di ascolto e dialogo per le nuove generazioni, incentrato sulla testimonianza di uno dei pochi sopravvissuti alla Shoah.

L’incontro è stato moderato dalla Fondazione Museo della Shoah e si è sviluppato attorno a un dialogo tra Sami Modiano e gli studenti, sia presenti in sala che collegati online. Il dibattito si è ispirato al libro Così siamo diventati fratelli. L’amicizia che salvò Sami e Piero, scritto da Marco Caviglia e pubblicato da Mondadori.

Il libro narra la storia di Sami Modiano, un ebreo rodiota di 14 anni, e di Piero Terracina, un ebreo romano di 16 anni, entrambi vittime delle persecuzioni razziali degli anni Trenta e Quaranta. Deportati ad Auschwitz-Birkenau nel 1944 e privati delle loro famiglie, si sono incontrati nel campo di sterminio, dove hanno vissuto una quotidianità segnata da una violenza incomprensibile. In quel contesto, è nata un’amicizia che è durata oltre settant’anni.

Durante l’incontro, Sami Modiano ha condiviso la sua esperienza di deportazione e sopravvivenza, intrecciando il suo racconto con la memoria di Piero Terracina. Ha così restituito il significato profondo di un legame che, nato in un luogo simbolo dello sterminio, si è evoluto in un impegno comune per la testimonianza e la responsabilità verso le future generazioni.

“Ho avuto il privilegio di visitare Auschwitz e Birkenau insieme a Sami ed è stato toccante ascoltare il suo racconto; lui era in quel luogo di morte, un’esperienza straziante derivante da un pregiudizio etnico razziale vergognoso e da un’ideologia criminale come il nazismo,” ha affermato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, aprendo l’incontro.

“È fondamentale ascoltare le sue parole, non di odio ma di verità, di chi ha affrontato una prova umana immensa. La memoria è cruciale, non è solo erudizione storica; è un anticorpo contro le barbarie che l’umanità ha prodotto e che non devono mai più ripetersi,” ha concluso il Sindaco.