La vittoria ottenuta all’Olimpico rappresenta una svolta significativa per il Como, che si conferma come una delle protagoniste di questo campionato. Il 3-0 inflitto alla Lazio non è solo un risultato di prestigio, ma testimonia la crescita di un’identità di squadra ben definita, frutto del lavoro di Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo torna a casa con tre punti cruciali e la consapevolezza di dirigere una formazione capace di esprimere un calcio di alta qualità, sia dal punto di vista tecnico che tattico, alimentando ambizioni che solo pochi mesi fa sembravano lontane.
Una prestazione completa
Nel post-partita, Fabregas manifesta soddisfazione per una prestazione che considera tra le più complete della stagione, pur mantenendo un atteggiamento prudente. “È stata una grande partita, la squadra ha interpretato bene quanto abbiamo lavorato in settimana. Il mio sogno è avere una squadra completa, sia in fase difensiva che offensiva. Abbiamo fatto tanti cambiamenti ultimamente, quindi serve tempo. Dobbiamo essere ambiziosi, puntare sui giovani, ma anche avere pazienza. È un percorso difficile, giochiamo ogni 3-4 giorni e non siamo abituati, ma stiamo andando bene”. Queste parole delineano un progetto in fase di costruzione, già solido, basato sul lavoro quotidiano e su una chiara idea di gioco.
Gestire il vantaggio
Il match si è incanalato subito sui giusti binari grazie al gol lampo di Baturina, un episodio che avrebbe potuto alterare l’inerzia emotiva del match. Fabregas sottolinea come la sua squadra sia stata brava a mantenere equilibrio e concentrazione dopo il vantaggio iniziale, gestendo con maturità ogni fase dell’incontro. “Sapevamo che sarebbero partiti così, a Sarri piace iniziare in questo modo, lo facevo anche io al Chelsea. Quando si inizia bene, si può perdere un po’ di lucidità, invece la squadra ha lavorato bene per tutta la partita”.
Un progetto in evoluzione
Nonostante il punteggio e una chiara supremazia, Fabregas rifiuta di etichettare la squadra come perfetta, evidenziando la necessità di ulteriori miglioramenti. “Non direi che siamo una macchina perfetta, siamo solo all’inizio. Lavoriamo tanto, ho un grande staff e sento la pressione. Sono felice a Como, anche quest’estate, nonostante le voci, sono sempre stato sereno. La gente crede in noi”. Un messaggio chiaro, che guarda al presente con entusiasmo e al futuro con equilibrio, mentre il Como continua a scalare la classifica e a sognare in grande.